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Cina, la Banca centrale allenta la presa sui flussi valutari

le mosse di pechino

Cina, la Banca centrale allenta la presa sui flussi valutari

(Afp)
(Afp)

PECHINO - La Safe (State Administration of Foreign Exchange), braccio armato della Banca centrale sui flussi in valuta, ha annunciato che le misure messe in atto, in concreto, a gennaio per tenere sotto controllo i flussi di denaro in uscita dalla Cina stanno funzionando.

Nel primo trimestre dell'anno, ha detto la portavoce di Safe, Wang Chunying, inoltre, la bilancia dei pagamenti ha rilevato che il pericolo di un'ulteriore svalutazione dello yuan si è ridotto.

Le banche commerciali, infatti, hanno venduto l'equivalente di 40,9 miliardi di dollari in valuta estera per i loro clienti, una cifra decisamente più ridotta rispetto ai 124,8 miliardi di dollari dello stesso periodo dell'anno scorso.
La risalita dei tassi decisa dalla Fed, che la Safe monitora costantemente, ha allentato la pressione sullo yuan. Insomma, come annunciato dal Governatore della Banca centrale, le misure - anche se drastiche - sarebbero state a tempo. Per settimane, infatti, è diventato estremamente complicato gestire i flussi valutari, c'è stato persino il caso di una grande multinazionale tedesca che si è trovata nella temporanea impossibilità di riportare a casa i dividendi. L'anno scorso gli investimenti all'estero sono calati del 48,8% con un conseguente blocco momentaneo del Go Global.

Al contrario la manovra della Safe è servita a tenere sotto controllo il livello delle riserve – peraltro scese e poi risalite sotto la soglia dei 3mila miliardi di dollari. Nel 2016 lo yuan era intorno a 6,5 per dollaro, ma nel 2017, pur tra alti e bassi, sta tenendo testa al biglietto verde. Di conseguenza alcune banche hanno incominciato a lasciare la presa sui movimenti in valuta.
Un aiuto viene anche dall'economia che nel primo trimestre ha riportato un aumento del 6,9% del Pil.

Per l’internazionalizzazione dello yuan potrebbe aprirsi un nuovo interessante capitolo. A patto che altri attori oltre alle banche commerciali possano essere autorizzati a investire nello yuan onshore, altrettanto importante di quello offshore. Una possibile conseguenza di questo nuovo scenario potrebbe essere un ulteriore il taglio dei reserve ratios, atteso da tempo.

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