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«Asse Italia-Usa nel Mediterraneo»

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«Asse Italia-Usa nel Mediterraneo»

  • –Marco Valsania

washington

Donald Trump, il presidente arrivato al potere al grido di “America first”, e Paolo Gentiloni, alla guida d’un governo che sotto il predecessore Matteo Renzi aveva dimostrato affiatamento con la nemesi di Trump, Barack Obama, hanno riaffermato ieri con forza durante un incontro alla Casa Bianca l’alleanza che lega Italia e Stati Uniti davanti ai focolai di crisi internazionale, a cominciare dal Mediterraneo.

«I rapporti con gli Stati Uniti sono un pilastro della nostra politica estera», ha detto il primo ministro italiano, ricevuto nel pomeriggio allo Studio Ovale per un colloquio definito durante una conferenza stampa congiunta «molto fruttuoso». Sono rapporti fondamentali per «coltivare gli interessi nazionali, tenendo fermi valori e principi». Di più, oggi una leadership comune è necessaria sulle sfide urgenti: «Restituire stabilità» alla regione mediterranea e a paesi quali la Libia, «affrontare fenomeni migratori» e contrastare «il traffico di esseri umani e sconfiggere il terrorismo». Questo, ha sostenuto Gentiloni, potrebbe diventare «l’anno della sconfitta di Daesh», altro nome di Isis, come gruppo che controlla territori.

Gentiloni ha condannato qualunque ipotesi di divisione o spartizione della Libia che comporterebbe «rischi di destabilizzazione» e la trasformazione del Paese «in teatro di scontro tra poteri regionali o attori globali». Su un altro fronte caldo, la Siria, ha evocato «soluzioni politiche e non militari», interpretando il «rinnovato impegno statunitense nel paese come un’opportunità». Il recente bombardamento americano contro Assad, ha aggiunto, è stato «giusto» e motivato dalla necessità di inviare un monito sull’uso di armi chimiche. Ma «è giunto il momento per reali negoziati», sotto egida Onu tra regime e opposizione, che contemplino un futuro senza Assad e dove la Russia svolga «un ruolo costruttivo». Proprio su Mosca il primo ministro ha invitato a mantenere l’unità dell’Occidente senza debolezze e ribadito la correttezza di sanzioni in risposta al dramma dell’Ucraina, avvertendo però anche che occorre «coinvolgere la Russia, non isolarla».

Trump ha reso omaggio all’Italia sia come «alleato chiave» nella lotta al terrorismo che come partner commerciale «tra i più importanti». Anche se ha insistito sulla necessità che «tutti i partner paghino la loro piena quota» per il costo della difesa, un riferimento al target pari al 2% del Pil in ambito Nato. E ha risposto al pressing di Gentiloni per fare di più sulla Libia evitando di prendere grandi nuovi impegni. Fonti diplomatiche hanno tuttavia precisato che il Presidente, nel dire di «non vedere un ruolo americano» a Tripoli, intendeva escludere una presenza militare sul terreno, non politica e diplomatica, e hanno assicurato che la discussione sulla Libia è stata approfondita. Gentiloni ha offerto fin dalla mattinata la sua grande “ratio” per strette relazioni con Washington. Preservare l’alleanza è «un dovere politico», quello di «cooperare per contenere i conflitti e meglio gestire le crisi». Un’alleanza che va rinsaldata in vista del G7 a Taormina in maggio, un vertice «essenziale per il senso di unità e consenso» dato che «numerosi leader sono cambiati o cambieranno». Oggi Gentiloni farà visita al canadese Justin Trudeau. Gentiloni - nell'articolare le sue tre priorità strategiche, gestione delle migrazioni, stabilità mediterranea e lotta a Daesh - ha sottolineato il ruolo italiano già da protagonista in zone cruciali, con personale militare in Iraq e Afghanistan. L’emergenza migranti, che in Libia e Africa ha enormi crocevia, è stata oggetto di particolare attenzione da parte italiana, con un messaggio rivolto anche a tutti gli alleati: «Il migration compact lanciato dall'Ue dovrebbe essere confermato e ampliato», ha detto. Gentiloni ha offerto a Washington una difesa dell’Ue: serve ancor più unità, ha invocato, al cospetto dei «difficili negoziati» sulla fuoriuscita della Gran Bretagna. E all’America ha ricordato che la Ue resta «una straordinaria storia di successo».

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