Mondo

I due volti del killer degli Champs-Élisées: odiava la…

l’attacco a parigi

I due volti del killer degli Champs-Élisées: odiava la Francia ma niente moschea

  • – di Redazione Online
Karim Cheurfi, foto Ap
Karim Cheurfi, foto Ap

Non è un lupo solitario, i suoi parenti probabilmente sapevano, lo hanno protetto e coperto ma soprattutto si ipotizza che abbia avuto un complice belga. Detto ciò un vicino di casa, Abdel, 23 anni, dice all’AFP: «odiava la polizia, e la Francia. Era stato segnato dalla prigione. Ma di Daech (Isis in arabo), non gli importava nulla». Così il primo ritratto di Karim Cheurfi, 39 anni, il terrorista degli Champs Èlisées, pregiudicato comune ma anche schedato come potenziale radicalizzato.

Il presunto terrorista è nato alla periferia di Parigi, era stato fermato il 23 febbraio scorso per aver minacciato dei poliziotti che gli contestavano la violazione dei domiciliari e dell’obbligo di cure psichiatriche decisi dal tribunale in relazione al suo precedente arresto.

Parigi, il killer ucciso dai poliziotti

Il giudice responsabile dell'applicazione della pena non ritenne però che ci fossero motivi sufficienti perché Cheurfi tornasse in carcere.

Il quotidiano Le Parisien scrive che «elementi della radicalizzazione» sono stati ritrovati in casa di sua madre a Chelles, in particolare un «un libretto salafita». Nella sua Audi 80, la polizia ha ritrovato appunti scritti a mano con l'indirizzo della Dgsi, i servizi di informazione, del commissariato di Lagny, nella banlieue vicina alla casa in cui abitava con la madre, e di tre armerie.n Nella stessa auto, riferiscono i media, insieme ad un fucile a pompa e ad alcuni coltelli, c'erano un Corano e fogli scritti inneggianti all'Isis.

Il vicino di casa sostiene invece che Karim, che avrebbe compiuto 40anni a dicembre, non frequentava la comunità musulmana. «Vado spesso alla moschea, non l’ho mai visto» dice un altro vicino di casa, Salim. Un altro conoscente lo descrive come «un uomo assolutamente non religioso».

Forse però la soluzione del rebus è che «odiava la Francia e l’ordine costituito» e il modo migliore per esprimere questo rifiuto è affiliarsi a Isis, le sue origini hanno così fatto da collante fra odio per il Paese in cui è cresciuto e radicalismo di matrice religiosa.

Prima di mezzanotte, l'Isis rivendicava l’azione di Karim e annunciava il nome di battaglia del killer 'Abu Yusuf al Beljiki', ovvero “il belga”. Il procuratore Francois Molins ha poi detto che il terrorista è stato identificato e la sua abitazione in banlieue di Parigi già perquisita. Così si è appreso che già 15 anni fa era stato condannato per tentato omicidio di un agente, quindi per aver assalito una guardia in carcere.

Diversi gli episodi di violenza prima di ieri sera. Condannato nel 2003 a 20 anni di reclusione, Karim, il francese principale sospettato per l'assalto sugli Champs-Elysées aveva già aperto il fuoco contro due agenti, nel 2001, ferendoli gravemente, mentre viaggiava su un'auto rubata a Roissy-en-Brie (Seine-et-Marne). Nel 2005 la sua pena venne ridotta a cinque anni. Durante la detenzione, riferiscono fonti citate da Bfm-Tv, chiamò un guardiano con il pretesto di aver bisogno di medicinali. Riuscì a sfilargli la pistola, ma l'agente riuscì a metterlo a terra ed immobilizzarlo.

© Riproduzione riservata