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L’hi-tech si schiera con Macron, l’industria tradizionale…

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L’hi-tech si schiera con Macron, l’industria tradizionale con Fillon

Xavier Niel, fondatore di Iliad, societ delle telecom
Xavier Niel, fondatore di Iliad, societ delle telecom

PARIGI. Per chi voteranno, domenica e il 7 maggio, gli imprenditori francesi? Non per Marine Le Pen e Jean-Luc Mlenchon, questo sicuro. Per cercare di sbarrare la strada all’estrema destra e all’estrema sinistra, il presidente del Medef, Pierre Gattaz, sceso in campo pi volte, con interviste e lettere aperte in cui spara ad alzo zero: Con loro il futuro del Paese sarebbero la rovina, la disperazione, la desolazione. Per quanto una parte di artigiani e piccolissimi imprenditori non nasconde le simpatie per la leader del Front National e le sue promesse protezionistiche.

Gli altri – medi, grandi e grandissimi, la spina dorsale dell’industria e dell’economia del Paese – si dividono tra Emmanuel Macron e Franois Fillon. Con una preferenza per il primo – stando almeno alle non numerosissime prese di posizione ufficiali - da parte degli imprenditori pi giovani e dell’high-tech e per il secondo da parte di quelli pi anziani ed esponenti dei settori pi tradizionali. Anche se l’affare Penelope ha raffreddato molti entusiasmi.
Gattaz, pur dichiarando che il programma di Macron va nella direzione giusta, ha chiaramente scelto Fillon, perch l’ex ministro dell’Economia non portatore di riforme sufficientemente ambiziose. Sulla stessa linea c’ la presidente della Federazione dei servizi di informatica ed engeneering, Viviane Chaine-Ribeiro.
Ma il supporter pi noto dell’ex premier senza dubbio l’ex numero uno del colosso assicurativo Axa Henri de Castries. Amico da lunga data di Fillon, cattolico praticante, ha partecipato alla redazione del programma. Parla ai suoi meeting, dov’ sempre in prima fila, e non escluso che abbia deciso di lasciare con due anni di anticipo – ad agosto scorso – la guida del gruppo nella prospettiva di andare a occupare una posizione chiave all’Eliseo o nel Governo. D’altronde per il conte Henri de la Croix de Castries la politica sempre stata una passione (presiede il think-tank di orientamento liberal-liberista Institut Montaigne) e c’ la forte spinta a svolgere un ruolo di primo piano al servizio dello Stato, come molti esponenti di questa famiglia dell’antica aristocrazia francese.
Per Macron si invece schierato da tempo Claude Bbar. L'uomo che ha fondato Axa, che l’ha fatta diventare il gigante di oggi e che ha reclutato il giovane de Castries, per poi passargli le redini, nel 2000.
Famiglia divisa, ma questa volta in senso non figurato, anche in casa Holder, il gruppo che possiede i marchi Paul e Ladure, con oltre 700 negozi in Francia e nel mondo. Il mitico fondatore Francis, 77 anni, ha fatto circolare un video in cui dichiarava che avrebbe votato per Fillon a nome dei suoi 14mila dipendenti. Un po’ eccessivo. Tanto da spingere il figlio David, presidente di Ladure, a prendere le distanze e a chiarire che la societ ovviamente rispettosa delle opinioni di ciascuno dei suoi addetti. Ma la cosa pi bizzarra che Franoise Holder, moglie di Francis e co-fondatrice del gruppo, uno dei nove consiglieri nazionali del movimento di Macron.
Il quale ha ottenuto l’endorsement – pi o meno ufficiale – di figure come Xavier Niel, il geniale fondatore di Iliad-Free o di Marc Simoncini (quello di Meetic). Ma anche di personaggi come Thierry Breton (ex ministro, presidente di Thomson e di France Tlcom, ora numero uno di Atos), Pierre Pringuet (Pernod-Ricard) e Philippe Darmayan (Arcelor Mittal France).

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