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In Europa attività economica record

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In Europa attività economica record

  • –Riccardo Sorrentino

Accelera l’attività economica di Eurolandia. Gli indici Markit-Pmi flash di aprile, annunciati ieri, hanno toccato ieri un altro massimo da sei anni a quota 56,7 da 56,4, segnalando anche un forte aumento delle assunzioni a ritmi non visti da almeno un decennio. Gli indici, realizzati attraverso sondaggi sui manager acquisti - i più informati sull’andamento delle imprese - mostrano storicamente una correlazione abbastanza stretta con l’andamento del prodotto interno lordo e dunque lasciano ben sperare per il secondo trimestre dell’anno, appena iniziato.

I numeri sono particolarmente brillanti. Non sono semplicemente superiori alla soglia dei 50 punti, che separa l’area che segnala “espansione” dell’attività dalla “contrazione”. Sono, come spiegano François Cabau e Apolline Menut di Barclays, ben al di sopra delle medie storiche e non da poco tempo, dando l’idea di una ripresa sostenuta e ampia.

Anche se i dati di aprile sono preliminari, il quadro che contribuiscono a disegnare è decisamente ottimistico. Il record non è stato segnato per l’andamento delle aspettative sul futuro, dal significato inevitabilmente un po’ elusivo, le quali sono anzi leggermente peggiorate rispetto ai massimi di marzo. È stato proprio il livello di attività, sia nel settore manifatturiero sia in quello dei servizi, a trainare l’intero indice, e in particolare il sottoindicatore relativo alla produzione, ma anche - per il manifatturiero - quello delle esportazioni e quello dei nuovi ordini.

Sono rimaste elevate - segnala la Markit che realizza i sondaggi - anche le pressioni sui prezzi, in particolare sul fronte dei costi (il prezzo degli input): ha pesato il rincaro delle materie prime, in parte legato all’euro più debole. È ancora presto per conoscere il dettaglio di tutti i Paesi di Eurolandia, ma il dato flash già permette di capire che la Germania ha rallentato, mentre la Francia si sta muovendo a ritmi un po’ più rapidi rispetto al passato. «Con la Germania che leggermente decelera e la Francia che moderatamente accelera - spiega Edoardo Campanella di UniCredit - è ragionevole attendersi che la periferia sia andata bene».

Il rapporto tra l’andamento dei Pmi e quello del Pil non è però stabile. «L’indice Pmi flash di aprile - ha spiegato Chris Williamson della Markit nella nota di ieri - è compatibile con una crescita dello 0,7%». È un ritmo piuttosto rapido, che corrisponde a un 2,8% annualizzato (il sistema usato dagli Usa per annunciare i propri dati di crescita).

L’indicazione di Williamson va presa però con un po’ di prudenza, e non solo perché aprile è solo il primo mese del secondo trimestre. Molto dipenderà anche dalla capacità predittiva degli indici Pmi del primo trimestre: sono compatibili con una crescita dello 0,6%, ma solo mercoledì 3 maggio Eurostat sarà in grado di fornire un primissimo dato sull’andamento del Pil dell’inverno. Se i Pmi non si distaccheranno troppo dai dati “duri” sull’economia - come a volte purtroppo accade, e come sembra stia avvenendo per i dati francesi - i numeri di aprile acquisteranno un po’ di solidità in più.

Il punto debole è proprio qui. «Finora - sottolinea Fabio Balboni di Hsbc - i dati duri non hanno confermato la forza di quelli “morbidi”», come il Pmi. «La produzione industriale che conta per il 20% circa del Pil di Eurolandia - continua - è calata dello 0,3% in febbraio, dopo un debole andamento di dicembre (-1,1%) solo parzialmente corretto a gennaio (+0,3%)».

Anche se il quadro non risultasse così brillante come appare, potrebbero essere in ogni caso confermati due sviluppi importanti. Il miglioramento del mercato del lavoro, innanzitutto: «L’aumento dell’occupazione sta creando benefici al settore dei servizi in particolare attraverso una maggiore fiducia e maggiori spese dei consumatori», spiega Williamson. Poi anche l’andamento degli indici sui prezzi, inoltre, che lascia pensare a «nuove pressioni al rialzo sull’inflazione al consumo per i prossimi mesi», aggiunge.

Per ora, e in attesa di dati più completi, è quindi possibile nutrire un ragionevole ottimismo. «Tenuto conto di tutto - aggiunge Campanella - il sondaggio di oggi conferma che la ripresa è profonda, ampia e, cosa più importante, resiliente a un quadro politico piuttosto impegnativo». Anche ipotizzando un parziale scollamento tra Pmi e Pil, ha sicuramente sorpreso la Francia per non aver particolarmente risentito dell’avvicinarsi di difficili elezioni presidenziali (il primo turno è domenica).

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