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Trump: Le Pen la candidata «più solida»

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Trump: Le Pen la candidata «più solida»

Per Donald Trump, sulla Francia e su Marine Le Pen, prima è stato un tweet, il più tipico dei suoi strumenti di comunicazione politica. Se qualcuno voleva minimizzarlo - è parso usarli meno frequentemente - è poi arrivata un’intervista assai esplicita per un Presidente americano alla regina della agenzie di stampa, la Associated Press. E, a ben guardare, si sono aggiunte anche alcune dichiarazioni sul filo della controversia nel corso di un evento ufficiale alla Casa Bianca con un altro Paese europeo, l’Italia, durante la conferenza stampa congiunta con il Primo ministro Paolo Gentiloni che ha concluso colloqui bilaterali in preparazione del debutto, proprio di Trump, sulla scena dei summit internazionali al G-7 di Taormina in maggio.

Oggetto della controversia - se le uscite debbano essere trattate da potenziale nuova crisi di politica estera oppure da ennesima gaffe - è l’esplicita sintonia espressa dal Presidente americano, alla vigilia del primo, cruciale appuntamento alle urne a Parigi, con il candidato francese dell'estrema destra. Alla domanda diretta se appoggi Le Pen ha risposto di no. Ma le sue dichiarazioni sono nero su bianco e rinnovano l’altro ancor più grande dibattito, dentro e fuori gli Stati Uniti: quello sugli irrisolti equilibri nella sua amministrazione tra le anime populiste e della destra radicale che l’hanno portato alla Casa Bianca, ispirate da Steve Bannon, e le più tradizionali correnti conservatrici o pragmatiche dell’establishment diplomatico e di sicurezza statunitense. Sulla mancanza di esperienza, confusione e priorità del governo della superpotenza per eccellenza e sulle sue relazioni con gli alleati.

Le prese di posizione più “soft” sono state a fianco di Gentiloni: mentre esprimeva solidarietà, giovedì sera, per l’ultima tragedia appena accaduta a Parigi ha puntato l’indice sulla matrice terrorista prima ancora che fosse accertata. «Sembra un altro attacco di terroristi. Non finiscono mai. Dobbiamo essere vigili e forti. È una cosa terribile quel che sta accadendo ovunque nel mondo». La mattina di venerdì queste espressioni sono state seguite da un micro-messaggio con implicazioni macro-politiche: «Un altro attacco terrorista a Parigi. La gente non li tollererà piu' a lungo. Avrà un profondo effetto sulle elezioni presidenziali» francesi.

Ma il messaggio “incriminato” di Trump è stato anzitutto quello che ha lanciato per ultimo, attraverso la AP. Le Pen, ha affermato durante un’intervista, «probabilmente verrà aiutata» dall’attacco a Parigi. È oggi «la più solida davanti a ciò che sta accadendo in Francia». La più solida, ha insistito, «sulle frontiere». E «chiunque sia il più duro sul terrorismo islamico radicale, il più duro sui confini, farà bene nelle elezioni».

Trump ha precisato che il suo è un pronostico, come tanti, e che non intende esprime un appoggio. I giudizi di un Presidente hanno però sempre una valenza diversa da quella di semplici analisti, tanto più in momenti difficili. Trump era già intervenuto pesantemente su Brexit, non nascondendo la sua opinione favorevole all’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. Ma qualcosa di significativo è cambiato da allora: nel giugno scorso non era ancora alla Casa Bianca.

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