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proseguono le proteste nel paese

Venezuela, Maduro convoca un’assemblea costituente. L’opposizione: «È una truffa»

Continua a salire la tensione in Venezuela, scosso dalle proteste delle opposizioni al governo del presidente Nicolas Maduro e dalle dure reazioni delle forze dell’ordine. Le manifestazioni antigovernative si susseguono dall'inizio di aprile, con un bilancio di almeno 30 morti. E anche ieri, primo maggio, è andata in scena una nuova protesta nella capitale Caracas. Il percorso della marcia di protesta si è concluso accanto alla sede della Corte Suprema e del Consiglio Nazionale Elettorale, ma in tutta la città la polizia è stata molto presente, chiudendo oltre 30 stazioni della metro, oltre ad aver organizzato numerosi posti di blocco.

In questo clima, il presidente Nicolas Maduro ha annunciato ieri di voler di convocare una «Assemblea Costituente del popolo», per riformare la struttura giuridica dello Stato e «portare la pace» al Paese, una mossa già denunciata come golpista dall'opposizione. «Non sto parlando di una Costituente dei partiti o delle elite, intendo dire una Costituente femminista, giovanile, studentesca, una Costituente indigena, ma anzitutto una Costituente profondamente operaia», ha annunciato Maduro in un comizio in occasione della tradizionale sfilata della Festa dei Lavoratori.

Julio Borges, presidente del Parlamento - in mano all'opposizione - ha già denunciato che questa iniziativa equivarrebbe a «una Costituente truffa, inventata solo per distruggere la Costituzione attuale e cercare di fuggire così all’inesorabile verdetto delle elezioni» che il governo chavista ha ritardato o sospeso da quando ha perso la maggioranza nel dicembre del 2015.

Venezuela nel caos

Sul fronte estero, otto Paesi latinoamericani -Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Perù, Paraguay e Uruguay - hanno sottoscritto un appello comune nel quale si associano alla presa di posizione di papa Francesco sulla necessità di ricercare al più presto «soluzioni negoziate» per la crisi politica e istituzionale in Venezuela. «Siamo d'accordo con papa Francesco che occorre fare tutto il possibile per il Venezuela, ma con le garanzie necessarie», si legge nel documento degli Otto, definendo anche le condizioni per un dialogo politico a Caracas: «Che cessi la violenza, si ripristini la piena funzionalità dello Stato di diritto, si liberino i prigionieri politici, si restituiscano le prerogative dell'Assemblea Nazionale e si definisca un calendario elettorale».
Da parte sua, il Tavolo dell'Unità Democratica (la coalizione che raggruppa le opposizioni) ha scritto una lettera aperta al pontefice, nella quale nega l'esistenza di divergenze fra i suoi partiti per il dialogo con il governo di Nicolas Maduro.

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