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Il Venezuela di Maduro inserisce paramilitari nell’Esercito

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Il Venezuela di Maduro inserisce paramilitari nell’Esercito

Una mossa a sorpresa di Nicolas Maduro, presidente del Venezuela: il maggior controllo dell'Esercito attraverso l'inserimento di un corpo paramilitare combattente proveniente dai militanti del Partito socialista unificato del Venezuela (Psuv). Lo ha dichiarato Pedro Carreño, deputato pro governativo ed ex ministro degli Interni di Hugo Chavez (ex presidente deceduto nel 2013).
Carreño ha dichiarato che il governo si sta preparando per difendere la patria da un possibile attacco militare americano. E ha aggiunto, in un programma della Tv pubblica locale, che i militanti chavisti saranno accolti in strutture militari per essere addestrati, «imparare a sparare, acquisire tecniche di combattimento, infiltrazione, difesa personale e azioni antisommossa».

Venezuela nel caos

Poi ancora: «Che lo sappia l'Impero», ha esclamato il dirigente chavista, in riferimento a presunti piani americani di intervento militare in Venezuela. «Il compagno presidente Maduro ci ha detto che dobbiamo rimanere all'erta e preparaci: questa rivoluzione non è disarmata», ha sottolineato.
La crisi economica e l'impatto sociale che ne deriva ha provocato l'emigrazione di un milione di venezuelani: le principali destinazioni sono Stati Uniti, Colombia e Brasile.

Il controllo esercitato dal governo sui mezzi di comunicazione è sempre stringente, per questo gran parte delle informazioni circolano attraverso le reti sociali. Tuttavia la morsa potrebbe ulteriormente stringersi; una compagnia telefonica venezuelana è stata accusata dal governo per aver amplificato e rafforzato il sistema di messaggistica.

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