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SUDAMERICA

Brasile, rimbalzino del Pil (1°trimestre) ma è presto per parlare di ripresa

Un rimbalzo tecnico o una ripresina ? Il ciclone Lava Jato (la Mani pulite brasiliana) pareva portare con sé solo cattive notizie: indagati, paralisi dell'attività economica e incertezza di investitori, brasiliani e internazionali.
Dopo oltre due anni di recessione, l'economia del Brasile mostra un piccolo segnale positivo: il primo trimestre dell'anno si è chiuso con una crescita dell'1,1% rispetto al trimestre precedente. Un dato congiunturale confortante, ma secondo gli analisti è davvero troppo presto per parlare di un'inversione di tendenza, dopo due anni di recessione: il pil è crollato del 3,8% nel 2015 e del 3,5% nel 2016, secondo i dati ufficiali. Nonostante la ripresa complessiva nel primo trimestre, il dato di marzo (rispetto a febbraio) è stato negativo (-0,44%). Ma nel 2017 il Pil dovrebbe ritornare in territorio positivo, (+0,43%).

PIL BRASILE
Crescita reale, variazione %

La Banca centrale allenta il credito
Sul fronte monetario, la riunione del mese scorso, quella del 12 aprile 2017, del Copom (Comitato di Politica Monetaria della Banca centrale brasiliana) ha deciso un'ulteriore diminuzione del tasso di sconto dell'1%, passando quindi da 12,25% a 11,25%. E l'inflazione è nuovamente scesa, attestandosi al 4,04%. Ma è il costo del lavoro e della sua produttività il principale nodo cruciale che spiega la bassa crescita economica del Brasile. Oltre, naturalmente, al calo dei prezzi delle materie prime sui mercati internazionali.

Intanto però le inquietudini politiche permangono: nelle ultime settimane si sono intensificati i timori di un coinvolgimento del presidente Michel Temer nella tangentopoli brasiliana. Anche se la comparizione in Tribunale è toccata all'ex presidente Lula da Silva, interrogato per 5 ore a Curitiba dal giudice Sergio Moro.

Lula si difende
L'ex presidente Lula continua a professarsi innocente e, in un faccia a faccia molto duro con il procuratore Sergio Moro, ieri ha ribadito la sua posizione: «Non ho mai sollecitato e non ho mai ricevuto alcun appartamento», ha detto, facendo riferimento alle accuse di corruzione. Secondo i pubblici ministeri, Lula avrebbe beneficiato della somma di 3,7 milioni di real (1,06 milioni di euro) da Oas, una società di costruzioni coinvolta nello scandalo. «Io non voglio essere giudicato su interpretazioni, ma su prove», ha dichiarato Lula.
I sondaggisti brasiliani confermano intanto che Lula rimane il candidato più forte, con il maggior numero di consensi alle elezioni presidenziali del 2018.
Una corsa presidenziale che avverrà in un contesto, secondo la maggior parte degli analisti, di scarsa trasparenza. Né i progressisti, né i conservatori rinunceranno ai colpi bassi.

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