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Caixa, la cassaforte che governa la Catalogna

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Caixa, la cassaforte che governa la Catalogna

  • –Marco Ferrando

Per i piloti di Formula uno che luned si sono giocati il Gp di Spagna La Caixa una sorta di ossessione. Nella curva numero dieci del Montmel, le monoposto dovevano dimezzare i 300 chilometri all’ora nello spazio di 60-70 metri. uno dei punti pi spettacolari del circuito: una maledizione per i piloti e una benedizione per gli appassionati. Ma anche l’ennesima conferma del potere di chi a quella curva a gomito ha legato il nome: in Spagna La Caixa, primo azionista di Abertis, una potenza.

Origini cooperative, una fondazione di controllo, un portafoglio partecipativo nutrito e di peso, che nei fatti la rende un attore di primissimo piano nel panorama finanziario spagnolo (e non solo). Si sprecano le analogie tra il socio di maggioranza di Abertis e i grandi gruppi italiani, ma con una particolarit tutta iberica: prima ancora che spagnola, La Caixa una potenza catalana. Radicata a Barcellona, legata a filo doppio con la Catalogna, impegnata a tutelarne tutti gli interessi, dalla finanza al sociale, dove anche nel 2016 la Fundacin Bancaria Caixa d’Estalvis i Pensions de Barcelona, per tutti semplicemente “la Caixa”, ha investito 500 milioni di euro, grazie a un patrimonio di 11,4 miliardi di euro che la rende la terza maggior fondazione al mondo.

Dopo le due riorganizzazioni del 2011 e del 2014, la Fondazione oggi controlla al 100% CriteriaCaixa, una vera e propria holding che gestisce un portafoglio di partecipazioni che spazia dalle infrastrutture (olte al 18,9% di Abertis c’ ad esempio il 5% di Cellnex, nota in Italia per aver acquisito le torri Wind) all’energia (il 5,7% di Suez, il 24,4% di gasNatural) fino naturalmente alle banche, con il 40% di CaixaBank, quotata, terza banca spagnola per attivi fresca dell’acquisizione della portoghese Bpi, con i suoi 2 milioni di clienti. E sempre alla banca, sede ovviamente a Barcellona nella centralissima Avinguda Diagonal, fanno capo altre quote di peso e sostanza: il 10% di Repsol, il 5,1% di Telefonica, il 9,9% di Erste.

Quanto basta a dimostrare il ruolo politico del gruppo, cassaforte catalana per eccellenza guidata dal potentissimo Isidre Fain, considerato vicino all’Opus Dei e presidente sia della Fondazione che della holding di partecipazioni. Fain, da pi di trent’anni sulla scena (intervento decisivo, il suo, quando nel 1989 c’era da fondere La Caixa con la Caixa de Barcelona), in tempi recenti ha transitato nel board della stessa Abertis e ora presidente anche di Gas Natural Fenosa, dove ha debuttato qualche settimana fa all’assemblea degli azionisti. Era il 20 aprile, e le mire di Atlantia sul gruppo autostradale spagnolo erano appena venuta a galla: a chi gli chiedeva un commento sull’incursione degli italiani, Fain ha ammesso che l’integrazione aveva gi ragion d’essere a inizio del 2016, quando Abertis aveva valutato un’incorporazione di Autostrade: Dieci anni fa cercammo di venirne a capo per risolvere la situazione, adesso chiss.

.@marcoferrando77

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