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Brasile, scandalo tangenti sul presidente: crollano Borsa e real

rischio impeachment

Brasile, scandalo tangenti sul presidente: crollano Borsa e real

  • – di Redazione Online
Il presidente del Brasile, Michel Temer (REUTERS/Ueslei Marcelino)
Il presidente del Brasile, Michel Temer (REUTERS/Ueslei Marcelino)

Scossone politico nella notte in Brasile, con conseguenze immediate sui mercati finanziari del Paese. Due imprenditori hanno consegnato alla giustizia delle registrazioni secondo le quali lo scorso marzo il presidente Michel Temer autorizzò il pagamento di mazzette all'ex presidente dei deputati, Eduardo Cunha. Lo afferma il quotidian O Globo, ricordando che l'obiettivo di Temer era quello di comprare il silenzio di Cunha, suo ex alleato politico in carcere, per evitare eventuali delazioni contro la presidenza nell'ambito dell'inchiesta “Lava Jato”. Cunha lo scorso marzo è stato condannato a 15 anni di carcere nell’ambito di un’inchiesta che vede al centro la compagnia di Stato perolifera Petrobras, accusata di aver incassato tangenti in cambio di appalti. È lui l’uomo che ha guidato il processo di impeachment che esattamente un anno fa ha portato alla destituzione dell’ex presidente Dilma Rousseff per presunte irregolarità contabili nel bilancio federale.

In serata il Supremo Tribunale Federale del Brasile ha aperto un'inchiesta per presunta ostruzione della giustizia contro il presidente. Lo ha annunciato la stessa alta corte.

Crollano Borsa e real
Gli effetti sui mercati, intanto, non si sono fatti attendere. La Borsa di San Paolo è precipitata. Le contrattazioni sono state sospese dopo che l'indice Bovespa dei principali titoli è crollato del 10%. Gli investitori, i quali temono una nuova paralisi politica del paese che freni la ripresa in corso dopo mesi di recessione, hanno punito tutti i titoli fra cui Petrobras (-20%) e Banco do Brasil (-23%). Male anche il real, la moneta nazionale, crollata del 5% sul dollaro e di oltre il 7% sull’euro.

Tramite il proprio ufficio, Temer ha smentito le accuse, precisando «di non aver mai sollecitato il silenzio dell'ex deputato Cunha». Il presidente, viene sottolineato, «non ha autorizzato alcuna iniziativa per evitare la delazione». Intanto però il Supremo Tribunale Federale (Stf) brasiliano ha sospeso oggi dal suo incarico parlamentare il senatore ed ex candidato presidenziale Aecio Neves e la Procura Generale ha chiesto all'alta corte di ordinare il suo arresto, sempre nel quadro dell’inchiesta sul pagamento di tangenti.I due imprenditori che hanno chiamato in causa Temer sono Joesley e Wesley Batista, proprietari di uno dei gruppi coinvolti nello scandalo della carne avariata brasiliana di qualche mese fa. Entrambi, ricordano i media, hanno concordato con la procura un accordo, ancora non in vigore, per rivelare i tentativi di Temer di limitare le inchieste anti-corruzione.

Alessandro Moron, del partito di opposizione Rete per la sostenibilità guidato da Marina Silva, ha chiesto l'impeachment del capo dello Stato. Da parte loro, i senatori del partito dei lavoratori fondato dall' ex presidente Lula si sono riuniti nella notte per pronunciarsi sul caso.

Michel Temer non ha intenzione di dimettersi: lo ha riferito lo stesso presidente . «Sto vivendo il peggior momento della mia vita» ha dichiarato Temer ai suoi collaboratori, riferisce la stampa brasiliana, precisando che il presidente ritiene di essere stato vittima di una “cospirazione” da parte dei proprietari del gruppo JBS, Joesley e Wesley Batista, i quali lo hanno registrato nel momento in cui autorizzava il pagamento al quale i due imprenditori si sono riferiti.

Temer ha in programma per oggi colloqui con una ventina di politici, secondo l'agenda resa nota dal suo ufficio stampa. E d'altra parte intende chiedere alla Corte Suprema il testo completo reso dai Batista nella loro «delazione premiata» (collaborazione con i magistrati in cambio di uno sconto di pena, ndr).

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