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Spagna, con il sì al budget Rajoy guadagna un anno di governo

Approvata la manovra per il 2017

Spagna, con il sì al budget Rajoy guadagna un anno di governo

Mariano Rajoy con il vicepremier Soraya Saenz de Santamaria durante il voto sulla Finanziaria in Parlamento
Mariano Rajoy con il vicepremier Soraya Saenz de Santamaria durante il voto sulla Finanziaria in Parlamento

Mariano Rajoy è riuscito a superare il primo grande ostacolo per il suo governo di minoranza in questa legislatura: il via libera della Camera alla Finanziaria per il 2017 garantisce al premier spagnolo la sopravvivenza almeno fino al 2019. Dopo l’estate inzierà la discussione sul budget per l’anno prossimo, il secondo ostacolo per l’esecutivo, ma se anche Rajoy non dovesse trovare una maggioranza potrà restare in carica con una nuova proroga. Tuttavia, il ritorno alla guida dei socialisti di Pedro Sanchez, da sempre contrario a un accordo con i popolari, metterà di certo nuova pressione sul governo.

Dopo la lunga paralisi politica e due tornate elettorali incerte, il Congresso dei deputati di Madrid ha finalmente approvato la legge di bilancio per il 2017, un anno che fin qui era andato avanti con la semplice proroga delle voci di spesa e di entrata previste per il 2016. La manovra è passata con un solo voto di scarto - 176 sì sui 350 seggi totali - grazie al sostegno dei baschi e dei partitini delle Canarie, sommato a quello scontato del Partito popolare e di Ciudadanos. I socialisti sono riamasti all’opposizione assieme a Podemos e ai partiti sovranisti e indipendentisti della Catalogna.

Un governo senza maggioranza stabile

Dopo il voto del Congresso (il passaggio al Senato è del tutto scontato) il premier ha espresso viva soddisfazione: «La Spagna - ha detto Rajoy - dà un buon messaggio di stabilità e fiducia», anche se rispetto alla sua investitura come premier dello scorso ottobre il governo ha perso l’appoggio esterno dei socialisti e ha dovuto arrangiarsi con i voti sparsi di piccole formazioni in passato molto critiche con i popolari. Nel peggiore dei casi comunque, se anche il bilancio per il 2018 non dovesse essere approvato, la Spagna può vivere per un anno con una proroga di quello del 2017 e Rajoy può arrivare al 2019, superando la metà della legislatura che scade nel 2021. Pedro Sanchez che ha appena vinto le primarie del Partito socialista sembra confermare la linea dell’opposizione totale a Rajoy e potrebbe assieme all’intransigenza di Podemos muovere gli equilibri in Parlamento.

Le novità della legge di bilancio per il 2017

Le misure principali contenute nel budget per il 2017 - che deve far scendere il deficit dal 4,3% del 2016 al 3,1% - includono maggiori risorse per le regioni (+5,7%); un incremento dell’1% della retribuzione dei dipendenti pubblici; più risorse per le famiglie a basso reddito (+4,9%rispetto al 2016) e per interventi sul mercato del lavoro (+5,5%). Queste misure dovrebbero essere finanziate

dall’aumento delle entrate fiscali e da una minore spesa per sussidi di disoccupazione, in un contesto di crescita economica sostenuta: il governo ha indicato nei documenti ufficiali un incremento del Pil pari al 2,5% per il 2017 ma il ministro dell’Economia Luis de Guindos, sulla base dei risultati del primo trimestre ha già rivisto al rialzo le stime: «Abbiamo iniziato l’anno a una velocità di crociera che lascia annunciare che la crescita si situerà attorno al 3% alla fine dell’esercizio», ha detto de Guindos in Parlamento nei giorni scorsi. La manovra nel suo complesso aumenta dell’1,3% le entrate sull’esercizio precedente e raggiunge i 318 miliardi di euro, con un aumento delle entrate fiscali del 7,9% fino a raggiungere i 201 miliardi di euro. «Sul fronte delle tasse - spiega Apolline Menut di Barclays - il governo si rifà al pacchetto di interventi straordinari di fine 2016: le modifiche e la rimodulazione delle tasse sulle imprese dovrebbero avere un impatto positivo di 4,65 miliardi di euro ai quali si aggiungono gli aumenti dell’imposizione sui consumi».

I rischi per il governo Rajoy

La nuova opposizione dei socialisti e le tensioni con la Catalogna potrebbero mettere a rischio la tenuta del governo di Rajoy, nonostante la ripresa dell’attività economica e il conseguente calo della disoccupazione. «Il governo della Catalogna insisterà sulla necessità di un referendum sull’indipendenza da tenere in settembre o in ottobre. Ma il governo di Madrid bloccherà queste iniziative e riteniamo difficile che si arrivi alla consultazione», spiegano gli analisti di Barclays. Anche sulla possibilità che la Spagna torni a votare in tempi brevi, gli esperti sono cauti: i sondaggi dicono che in caso di elezioni anticipate i risultati sarebbero esattamente gli stessi rispetto all’ultima tornata, di conseguenza non sembra essere nell’interesse delle opposizioni mettere fine alla legislatura. Lo stesso Pedro Sanchez avrà bisogno di tempo per riorganizzare la sfida ai popolari. Finendo per concedere tempo a Mariano Rajoy.

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