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Più risorse per il diritto allo studio

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Più risorse per il diritto allo studio

  • –Marzio Bartoloni

Qualcosa si muove sul fronte del diritto allo studio. Che per famiglie e studenti significa: borse di studio, ma anche accesso a servizi essenziali come alloggi e mense. Dopo i tagli degli anni passati già dallo scorso anno - grazie a 55 milioni aggiunti dall’ex Governo Renzi nella legge di bilancio dal 2016 in poi - sono aumentate le risorse che lo Stato mette a disposizione per il diritto allo studio salite a 217 milioni (a cui si aggiungono poi i fondi regionali e quelli in arrivo dalle tasse). Fondi che per il 2016 si sono tradotti in 136.054 borse di studio per altrettanti studenti beneficiari. Una iniezione di risorse che si è tradotto nella copertura di oltre il 90% delle richieste, perché il nostro Paese - unico nel panorama europeo - si distingue per la figura dell’idoneo non beneficiario: uno studente cioè che ha diritto alla borsa, ma per mancanza di risorse non la ottiene. L’anno scorso il fenomeno è stato ridotto a oltre 14mila idonei senza borsa, mentre l’anno prima erano circa 48mila. Anche per il prossimo anno accademico- 2017/2018 - si dovrebbe arrivare a una copertura intorno al 90% (la soglia massima Isee per accedere alla borsa è stata ritoccata a 23mila euro).

Lo sforzo del Governo non basta comunque a farci abbandonare le ultime posizioni in Europa per il diritto allo studio; «Gli idonei sono stati l’8,8% del totale degli iscritti - avverte Elisa Marchetti, dell’Udu (l’Unione degli universitari) - , una percentuale decisamente più bassa della media europea. Oltretutto ci sono stati circa 10 mila idonei non beneficiari, e questi sono iscritti quasi esclusivamente nelle università del Sud». Il rappresentante degli studenti dell’Udu sottolinea anche un altro dato particolarmente «drammatico»: quello relativo agli alloggi nelle case dello studente. Secondo gli ultimi dati si contano 21.594 posti letto su 696.140 iscritti al Nord (3,10%), 11.821 posti letto su 430mila iscritti al Centro (2,74%) e solo 9.036 letti su 533.820 al Sud (1,69%). Allo stato attuale queste residenze riescono ad ospitare solo uno studente su 40 iscritti. «Anche qui la situazione è particolarmente drammatica al sud, dove la percentuale di studenti che può usufruire di un alloggio pubblico è la metà di quella del Nord», aggiunge Elisa Marchetti. Che ricorda come in un paese che in un solo anno ha perso 10mila iscritti, «garantire borse di studio e servizi essenziali, come l'alloggio dovrebbe essere la priorità, anche in un'ottica di competitività con gli altri paesi europei, dove il welfare studentesco è molto più sviluppato».

Il ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca ha comunque fatto sapere che il suo impegno sul diritto allo studio continuerà anche per quest’anno. In una comunicazione rivolta al Consiglio nazionale degli studenti universitari il Miur ha riferito che infatti è stato appena avviato un tavolo tecnico per la definizione del fabbisogno secondo cui ripartire il Fondo statale (Fis) per il 2017, che verrà aumentato di 6 milioni di euro per via del fatto che la Fondazione Articolo 34 non è stata attivata entro i termini prescritti dalla legge di bilancio 2017 e quindi i fondi destinati alle super borse di studio per quest'anno verranno riversati nel Fis. Alla conclusione del processo di riparto del Fis 2017 - fa sapere ancora il Miur - dovrebbe anche avviarsi nuovamente la discussione per la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni (attesi da molti anni). E infine la ministra Valeria Fedeli ha annunciato che presto sarà riattivato l'Osservatorio nazionale per il diritto allo studio.

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