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La Banca centrale cinese non segue l'esempio della Fed, e lascia…

fmi: crescita del 6,7% nel 2017

La Banca centrale cinese non segue l'esempio della Fed, e lascia inalterati i tassi d'interesse

(Reuters)
(Reuters)

PECHINO - Pechino, questa volta, non segue Washington. La Banca centrale cinese ha lasciato intatti i tassi di interesse dopo la mossa rialzista della Fed.
Il perché è evidente: la congiuntura cinese oggi è diversa da quella di metà marzo, quando la Banca centrale cinese reagì d'impulso in una manciata di ore seguendo l'esempio americano. Molte cose sono cambiate in queste ultime settimane.
Il Fondo monetario ha appena rilasciato la “pagella” cinese, come da programma, premiando Pechino con un ulteriore (è il secondo, nell'anno) rialzo delle previsioni per il 2017: 6,7%. Subito il giudizio del Fondo monetario ha trovato conforto nel dato positivo della produzione industriale e nelle previsioni dell'andamento dei prezzi del real estate dove le misure per frenare la corsa stanno entrando in funzione.

La Banca centrale ha comunque iniettato nel sistema finanziario l'equivalente di circa 13.25 miliardi di dollari con operazioni sul mercato aperto, con la scusa di prevenire carenza di liquidità legata al pagamento delle tasse e ai reverse purchase agrement (Repo) in fase in maturazione. Di fatto il benchmark cinese resta l'interesse sui prestiti a un anno, mentre i tassi di deposito sono fermi dal dicembre del 2015. La Banca centrale, dunque, ha sempre agito sui tassi ma a breve.

Crescita in ripresa
È quindi la certezza della crescita economica in ripresa, confermata dal Fondo monetario, a ridare fiato alla Cina. Certo è un aumento contenuto, ma pur sempre un aumento. Anche il sentiment rispetto alle fughe di capitali e alla discesa delle quotazioni dello yuan hanno fatto il resto, accanto alla lotta allo shadow banking.

La speculazione si è interrotta, lo yuan è in ripresa del 2,3, finora, nel 2017 (quotazione: per un dollaro 6,7933 yuan). Le riserve in valuta estera hanno ripreso a crescere.
Unica nota stonata, ma largamente prevedibile, gli investimenti esteri in Cina in caduta dello 0,7 per cento a 341,08 miliardi di yuan (50,20 miliardi di dollari) nei primi cinque mesi del 2017 dallo stesso periodo dell'anno precedente.
Solo a maggio, ha rivelato il ministero del Commercio, la caduta è stata del 3,7.
Comunque sia, questa economia cinese da 11 trilioni di dollari incassa una prima parte d'anno positiva.
L'attesa è di un rallentamento nella seconda parte, una frenata che, tuttavia, non dovrebbe portare la Cina a una crescita inferiore al 6,5% sull'intero anno. Come previsto nel Work Report del Governo.

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