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Francia, rimpasto di governo più ampio del previsto

lasciano due ministri

Francia, rimpasto di governo più ampio del previsto

Il ministro della Difesa dimissionario, Sylvie Goulard (Afp)
Il ministro della Difesa dimissionario, Sylvie Goulard (Afp)

PARIGI - Rimpasto di Governo più ampio del previsto in Francia. Com'è consuetudine dopo le elezioni legislative, l'Esecutivo nominato da Emmanuel Macron all'indomani delle presidenziali, guidato dal premier di destra Edouard Philippe, si è dimesso e lo stesso Philippe è stato incaricato di formare un nuovo Governo, che verrà presentato domani pomeriggio.

Avrebbe dovuto trattarsi di un'operazione più tecnica che politica, con l’ingresso di alcuni sottosegretari. E invece lo scenario è decisamente cambiato. La prima novità c'è stata già ieri sera, con l'annuncio che Michel Ferrand lascerà il ministero della Coesione territoriale per diventare il capo del nuovo, imponente gruppo parlamentare del partito presidenziale “La République en marche”.

Decisione che d'un lato garantisce a Macron di avere un fedelissimo (Ferrand, ex deputato socialista rieletto con Lrem, è con il presidente fin dall'inizio della sua avventura politica ed è tuttora il segretario di “En marche!”) in un posto chiave e dall'altro evita potenziali rischi al Governo, visto che Ferrand è oggetto di un'inchiesta preliminare della magistratura per un'oscura vicenda immobiliare relativa al periodo in cui era alla guida delle Mutuelles de Bretagne.

La seconda notizia è di poco fa: l'ex eurodeputata centrista Sylvie Goulard ha deciso di lasciare il ministero delle Difesa (ribattezzato “delle forze armate”), alla guida del quale è stata nominata appunto un mese fa. La decisione della Goulard, probabilmente “sollecitata” dallo stesso presidente, è legata a un'altra inchiesta preliminare in corso su un'eventuale truffa nei confronti del Parlamento europeo. Il partito centrista MoDem – il cui leader è peraltro il ministro della Giustizia François Bayrou – è sospettato di aver ricevuto fondi europei destinati alla retribuzione di assistenti parlamentari che in realtà a Starsburgo non sono mai andati e che si occupavano esclusivamente del partito, a Parigi. Un caso analogo a quello che coinvolge il Front National.
presumibilmente per evitare anche in questo caso problemi al Governo, la Goulard si è fatta da parte.

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