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Al Vertice Ue focus sul commercio libero da concorrenza sleale

a bruxelles oggi e domani

Al Vertice Ue focus sul commercio libero da concorrenza sleale

  • –dal nostro corrispondente

Difficilmente i vertici imprimono una svolta politica. Spesso i summit sono piccoli passi di avvicinamento verso un obiettivo di compromesso. Quello che si terrà oggi e domani qui a Bruxelles potrebbe rivelarsi in parte una eccezione. I Ventotto potrebbero cogliere l'occasione del vertice per rivedere i loro principi in materia commerciale. La parola d'ordine non è tanto il protezionismo, quanto la reciprocità e il desiderio di un libero commercio che sia più equo.

Su questo fronte, il tentativo dei Ventotto è doppio: contrastare il neoprotezionismo americano, difendendosi dalla concorrenza sleale della Cina e di altri aggressivi mercati emergenti. Secondo un canovaccio delle conclusioni del summit, i governi vogliono assicurare la reciprocità nella partecipazione dei paesi agli appalti pubblici. Quelli europei dovrebbero essere aperti ad aziende di paesi che permettono alle società europee di partecipare alle loro gare nazionali.
Inoltre, i Ventotto vorrebbero anche chiedere alla Commissione europea di mettere a punto meccanismi che le permettino di vagliare eventuali investimenti provenienti dall'estero. Il tema è delicatissimo. Non solo molti paesi hanno già il loro strumento legislativo in questo campo, ma vi sono paesi che non vogliono bloccare eventuali investimenti dall'estero.

«Stiamo ancora cercando una posizione comune sul come scremare le acquisizioni di aziende di paesi terzi», spiegava ieri un diplomatico.
Commentava un altro negoziatore: «L'idea è di promuovere una Europa che protegga. In questo l'influenza del nuovo presidente francese Emmanuel Macron è evidente». Lo sguardo corre naturalmente alla Cina, una economia

pesantemente sussidiata dallo Stato. Proprio questa settimana, il Parlamento europeo ha deciso di affilare ulteriormente le armi di difesa commerciale, rafforzando le recenti misure proposte dalla Commissione europea (si veda Il Sole/24 Ore di ieri).
In buona sostanza, sul fronte commerciale, mentre gli Stati Uniti brandiscono l'arma protezionista, l'Europa non vuole apparire priva di difese. C'è di più. Da mesi ormai, Emmanuel Macron sta sostenendo che per rilanciare l'immagine dell'Unione è necessario che l'Europa venga vista dalla pubblica opinione non come una fonte di sacrifici e sofferenze, ma come un ombrello sotto al quale ripararsi, uno strumento di protezione degli interessi europei.

Al di là della questione commerciale, il vertice si occuperà di altri due temi che riguardano da vicino l'Italia. I Ventotto discuteranno di immigrazione. Su pressione anche della diplomazia italiana, il Consiglio europeo noterà per la prima volta che il tema è “strutturale” e non solo emergenziale. I governi

vorranno rilanciare la cooperazione regionale nel campo del Search&Rescue. Nella bozza di comunicato finale, si chiede anche alla Commissione “di trovare soluzioni per alleviare i paesi di primo arrivo”.
Spiegava sempre ieri un alto responsabile europeo: «La situazione sulla rotta del Mediterraneo centrale si sta deteriorando. Cionostante, vogliamo cercare di mostrare nuova unità tra i paesi membri». Nei giorni scorsi, la Commissione europea ha aperto una procedura di infrazione ai danni di tre paesi dell'Est – la Polonia, l'Ungheria, e la Repubblica Ceca – per non avere rispettato l'impegno a ricollocare sul proprio territorio parte dei rifugiati arrivati in Grecia e in Italia.
Infine, nella serata di oggi, i Ventisette dovranno approvare il metodo di selezione delle nuove sedi di due istituzioni comunitarie (l'Autorità bancaria europea e l'Agenzia europea per i medicinali) che oggi hanno sede a Londra e che con l'uscita del Regno Unito dall'Unione devono trasferirsi sul territorio comunitario. L'Italia ha chiesto che prima del voto ci sia una pre-selezione delle città-candidate (Milano punta all'EMA) sulla base di criteri rigorosamente analizzati.

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