Mondo

Aperta e inclusiva, così Sadiq Kahn cerca il rilancio di Londra

  • Abbonati
  • Accedi
i progetti del sindaco

Aperta e inclusiva, così Sadiq Kahn cerca il rilancio di Londra

(Afp)
(Afp)

Tre attacchi terroristici in poche settimane, la tragedia di Grenfell Tower e le incertezze sulla Brexit stanno mettendo a dura prova la città di Londra in un periodo cruciale per il turismo. Le previsioni per l'estate segnano un calo “anche se non drammatico” degli arrivi rispetto allo scorso anno, quanto basta per spingere il sindaco della metropoli Sadiq Khan a correre ai ripari lanciando la campagna internazionale “Everyone Welcome” con manifesti e bandiere in 12 lingue sparsi nelle zone del centro della città, iniziative culturali nel West End per attirare i turisti, una campagna già inaugurata con “London is Open” subito dopo il referendum del giugno scorso. Il messaggio è chiaro: Londra che ha votato a larga maggioranza per il Remain, resta una città aperta e inclusiva.

Dalla sua elezione nel maggio 2016, avvenuta un mese prima del referedum, quando sostituì Boris Johnson alla poltrona di Mayor of London, oggi ministro degli esteri del governo di Theresa May, Sadiq primo sindaco di religione musulmana ha dovuto affrontare emergenze senza precedenti per intensità e frequenza. La sua puntuale risposta, come quando per primo affrontò la rabbia dei superstiti di Grenfell Tower, l'impegno costante nel cercare soluzioni, la ricerca continua del dialogo anche nelle situazioni più difficili, hanno accresciuto giorno dopo giorno la sua popolarità.

Dalla tragedia di Grenfell Tower nella quale persero la vita 80 persone tra cui due giovani italiani, dice di essere uscito devastato, una catastrofe che nella sua drammaticità “ci racconta la storia di due città” dove integrazione e disuguaglianze restano due facce della stessa medaglia: “Partendo da questa tragedia bisogna ripensare la città”, ha detto parlando davanti a centinaia di architetti, designer e studenti alla London School of Economics dove ha presentato il suo progetto “A City for All Londoners”. A cominciare dai progetti per la costruzione di nuove torri (a Londra ce ne sono più di 400 in costruzione) che in futuro “dovranno passare al vaglio di regole più rigide di quelle applicate dal mio predecessore. Sia chiaro – ha precisato - non sono contrario a nuovi grattacieli, i quali possono essere molto belli dal punto di vista architettonico e ne abbiamo bisogno se dobbiamo far fronte alla crescita della popolazione. In futuro ogni progetto dovrà essere giudicato per quello che merita. Lo skyline appartiene ai londinesi e alle generazioni future. E come sindaco, sono il guardiano di quello skyline per conto dei londinesi”.

A dominare lo skyline di Londra è il grattacielo più alto d'Europa, lo Shard London Bridge di 310 metri di altezza firmato da Renzo Piano, molti altri sono in via di costruzione come il complesso di Blackfriars lungo il Tamigi destinato a diventare il secondo grattacielo più alto della città. Le incertezze sulla Brexit che avevano fatto temere un calo del mercato immobiliare finora non hanno avuto impatto sui prezzi delle case che restano tra i più alti al mondo. La città conta più di 8 milioni di abitanti e soffre di una costante carenza di abitazioni nonostante ogni anno ne vengano costruite 50mila, un numero elevato ma insufficiente a colmare le richieste.

Tutto questo appartiene a una delle due città. La seconda quella delle social house resta al palo: “Nell'anno precedente la mia elezione soltanto il 13% delle case di nuova costruzione aveva prezzi accessibili” ha spiegato aggiungendo che “a pagare il prezzo più alto per questa carenza di alloggi sono i giovani per i quali l'acquisto di una casa è diventato un miraggio: entro il 2030 un giovane su tre sopra i 30 anni vivrà nelle abitazioni dei genitori. Già oggi soltanto il 20% dei giovani tra i 20 e 29 anni è proprietario immobiliare”. Una situazione resa difficile dagli alti prezzi delle case di lusso molte delle quali di proprietà di investitori stranieri, in prevalenza cinesi e arabi. Per invertire questa tendenza il sindaco di Londra pensa a una partnership pubblico e privata per scrivere un nuovo capitolo della città che confermi la sua natura inclusiva e multiculturale.

© Riproduzione riservata