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Inasa: la spiaggia dove e' nato il sumo

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Inasa: la spiaggia dove e' nato il sumo

IZUMO. Una striscia di sabbia, dove spunta all'improvviso una formazione rocciosa a panettone, nella cui parte superiore campeggia un portale e un minuscolo santuario. La spiaggia di Inasa sta a un chilometro a ovest dell'area del Gran Santuario di Izumo Taisha, uno dei centri principali dello shintoismo. Se la mitologia giapponese vuole che ogni anno, nel mese lunare di ottobre, tutti gli dei del Giappone si diano convegno a Izumo Taisha, la Inasa-no-Hama deve la sua fama al fatto di esser citata nel Kojiki (la piu' antica cronaca mitologica, risalente all'ottavo secolo) come il luogo di una lotta tra dei in cui si possono ritracciare le origini del sumo. “Il sumo e' nato qui: fin dalle sue origini ha un legame profondo con il divino”, afferma Toshihiko Shinagawa, Curatorial Planning Director allo Shimane Museum of Ancient Izumo. E illustra il racconto del Kojiki come se fosse un fatto storico: il sumo nacque da una controversia territoriale tra dei. Per farla in breve, tutto risale alle decisione della dea del Sole, Amaterasu, di conferire a suo figlio Ame-no-Oshihomimi il dominio dell'Ashihara-no-Naka-tsu-kuni (il mondo degli umani). Dopo vari intoppi e un consulto formale tra gli dei, Take-Mikaduchi-no-Kami venne inviato alla spiaggia di Inasa per incontrare O-Kuni-Nushi e trasmettergli il messaggio di Amaterasu: “Cedi la terra a mio figlio”. O-Kuni-Nushi replico' che toccava ai suoi due figli decidere. Uno, Kotoshiro-Nushi, accetto' senza fare storie; l'altro, Take-Minakata si oppose e lotto' sulla spiaggia con Take-Mikaduchi. Ma perse la prova di forza e fini' per ritirarsi al lago Suwa (oggi nella provincia di Nagano).

Questa non e' l'unica teoria sulla nascita di una disciplina da sempre caratterizzata da forti connotati ritualistici. Ma e' generalmente accettato che la culla del sumo sia la provincia di Shimane. Anche il Nihon Shoki – altra antichissima cronaca – parla di una lotta: Nomi no Sukune di Izumo sconfisse Taima no Kehaya, considerato l'uomo piu' forte di Yamato, sotto lo sguardo dell'imperatore (al vincitore e' stato eretto un tempietto vicino a Izumo Taisha, dove gli atleti di sumo vanno in pellegrinaggio).
La piu' sorprendente teoria, pero' e' un'altra: “Una tradizione indica che il primo incontro di sumo fu tra donne. Ma un artigiano si distrasse alla vista delle nudita' femminili e fece errori nella realizzazione del manufatto al quale stava lavorando. Troppo rischioso...”, dice Shinagawa. Ancora oggi, il “recinto” del sumo e' considerato uno spazio sacro, purificato con il sale e interdetto alle donne. Nemmeno l'ex pugnace governatrice di Osaka (2000-2008), Fusae Ohta, riusci' ad affermare il suo diritto di consegnare la coppa della Prefettura sul ring. Il sumo femminile esiste ma solo su un piano amatoriale. “Ha ancora difficolta' ad affermarsi, in relazione al peso delle tradizioni, per cui non e' semplice preparare il terreno perche' il sumo diventi una disciplina olimpica”, afferma Osamu Nagami, direttore dell'Oki Koten-zumo Ohaba Kai.

L'isola di Oki, di fronte alla costa di Shimane, e' famosa per aver “coltivato” il sumo come un rituale sacro e con caratteristiche particolari sotto il nome di “koten-zumo”. Dal 1972 c'e' stato un revival di questo “sumo classico” che finisce sempre in parita' (chi vince il primo round deve perdere il secondo) e si svolge di solito in coincidenza con il periodico rifacimento di edifici, in particolare il tetto del santuario shinto Mizuwakasu. Il prossimo torneo formale si svolgera' nel 2020, ma in tutta l'isola si svolgono tornei amatoriali che coinvolgono buona parte dei giovani del luogo, bambini magrolini compresi. La passione per il sumo degli abitanti di Oki ha ispirato anche un film (”Kon-Shin”) del 2012, che ha anch'esso contribuito a rinverdire la fama di Shimane come terra del sumo e non solo di convegni degli dei.

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