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Brexit, Barnier punta i piedi sui soldi che Londra non vuole sborsare

ministro johnson: «vada a farsi un giro»

Brexit, Barnier punta i piedi sui soldi che Londra non vuole sborsare

Il capo negoziatore Ue per la Brexit Michael Barnier
Il capo negoziatore Ue per la Brexit Michael Barnier

Dal nostro corrispondente a Bruxelles – A qualche giorno dalla seconda tornata negoziale sull'uscita del Regno Unito dall'Unione, il capo-negoziatore dei VentisetteMichel Barnierha esortato la Gran Bretagna a chiarire le sue posizioni sui temi più urgenti. In particolare, ha avvertito che la trattativa non potrà continuare senza che prima il paese ammetta di avere obblighi finanziari nei confronti di Bruxelles. La sua è stata una risposta alla recente uscita, un po’ spaccona, del ministro degli Esteri Boris Johnson.

Per proseguire i negoziati, è «indispensabile» che il governo inglese riconosca gli obblighi finanziari che il Regno Unito dovrà rispettare anche dopo l'uscita dall'Unione, ha detto l'ex ministro degli Esteri francese in una conferenza stampa qui a Bruxelles.

«Solo dopo che verrà espresso questo riconoscimento sarà possibile lavorare sulla metodologia per calcolare il conto». La presa di posizione denota frustrazione nei confronti del Regno Unito.

Da Londra sono giunte prese di distanza rispetto all'obbligo di rispettare gli obblighi finanziari, legati alla sua partecipazione all'Unione in questi anni. Parlando ieri alla Camera dei Comuni, il ministro Johnson ha suggerito agli europei «di andare a farsi un giro» (go whistle, in inglese), se si aspettano che Londra versi i suoi impegni finanziari. A una domanda se l'ammissione degli obblighi economici fosse una condizione per proseguire i negoziati, Michel Barnier ha risposto: «Sì».

Le parti hanno deciso di discutere in una prima fase del negoziato di uscita del Regno Unito dall'Unione, da qui ad ottobre, tre temi chiave: i diritti dei cittadini, l'accordo finanziario, e la questione delle nuove frontiere esterne dell'Unione. Sono temi «indissociabili», ha precisato questo pomeriggio Michel Barnier: «Progressi su una o due di queste questioni non sarebbero sufficienti per passare alla discussione sulla relazione futura tra l'Unione e la Gran Bretagna».

Parlando qui a Bruxelles ma rivolto a Londra, il capo-negoziatore ha voluto spiegare in modo anche pedagogico che la questione degli obblighi finanziari – 40-70 miliardi di euro secondo le stime – è una questione cruciale: «Come è possibile costruire una relazione nella durata (…) con un paese se non vi è fiducia reciproca – ha detto il capo-negoziatore europeo -. Non accetto che si parli di ricatto da pagare o di conto da saldare. Si tratta solo di versare somme su cui ci si è impegnati».

Nel contempo, l'ex ministro francese ha esortato la Gran Bretagna a chiarire la sua posizione negoziale per quanto riguarda non solo gli impegni finanziari, ma anche la gestione delle nuove frontiere esterne dell'Unione: «I gruppi di lavoro creati il 19 giugno hanno a disposizione le posizioni negoziali dei Ventisette. Aspettiamo che la Gran Bretagna chiarisca le sue posizioni negoziali. Quanto più avanzeremo rapidamente su questi temi, tanto più velocemente potremo parlare della nostra futura relazione».

Nei fatti, la questione economica torna ad avvelenare i rapporti tra Londra e Bruxelles. È chiaro che Londra sta usando il tema come arma negoziale per ottenere di più sugli altri fronti. Con quanto successo è ancora da capire. Spiega un alto responsabile europeo: “Temo che vogliano posticipare il problema per il maggior tempo possibile…”. Proprio oggi, Michel Barnier ha confermato le non poche differenze che vi sono a proposito dei diritti dei cittadini tra la posizione britannica e la posizione europea.
Il secondo round negoziale si terrà lunedì prossimo qui a Bruxelles. La terza tornata è già prevista alla fine di agosto. Nel frattempo, le parti discutono aspetti più tecnici in gruppi di lavoro distinti. Come detto, l'obiettivo è di trovare un accordo di principio sui temi più urgenti – finanze, frontiere e cittadini – da qui ad ottobre, per poi parlare della futura relazione tra la Gran Bretagna e l'Unione. In questa fase, i Ventisette appaiono più preparati e determinati degli inglesi.
BEDA ROMANO

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