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La mail che incastra Donald Jr

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La mail che incastra Donald Jr

  • –Vittorio Da Rold

Prima di incontrare una avvocatessa russa convinto che questa avesse informazioni compromettenti sulla allora candidata alla Casa Bianca per i democratici Hillary Clinton, Donald Trump Jr. era stato informato via mail da un suo collaboratore britannico che il materiale in questione era parte del tentativo del governo di Mosca di aiutare la candidatura del padre che aveva appena ottenuto la nomination repubblicana. Èuna possibile svolta nella lunga inchiesta condotta dai media americani impegnati da mesi a dimostrare un legame occulto tra la vittoriosa campagna presidenziale del candidato repubblicano Donald Trump e i sospetti di un sostegno russo fatto di cyberattacchi e successive “soffiate“ in anticipo sulle mosse della candidata democratica.

Lo scrive il New York Times citando tre fonti anonime a conoscenza della mail. Stando al quotidiano, la mail in questione fu inviata a Donald Jr da Rob Goldstone, ex giornalista britannico e pr che ha fatto da tramite per organizzare l’incontro fra il primogenito di Trump e l’avvocatessa russa Natalia Veselnitskaya, che sosteneva di avere materiale compromettente su Hillary Clinton.

Secondo le fonti il messaggio di Goldstone indicava che il governo russo era all’origine delle informazioni potenzialmente compromettenti sulla rivale di Trump, non entrava tuttavia in dettagli su come Mosca intendesse aiutare Trump. Tutto restava molto vago e fumoso. Né vi era alcun riferimento alla possibilità che le stesse informazioni fossero collegate alle cyberintrusioni che portarono poi alla diffusione di migliaia di mail facenti capo al Democratic National Committee.

Ma dallo scambio di mail diffuso da Donald Trump Jr sull’incontro avvenuto lo scorso anno alla Trump Tower con una avvocatessa russa presumibilmente in possesso di materiale dannoso su Hillary Clinton, queste venivano indicate come «informazioni sensibili e di alto livello, parte del sostegno della Russia e del suo governo per Trump». Questo è il passaggio-chiave che proverebbe il legame con Mosca e che il figlio di Trump sapesse del coinvolgimento di Mosca. Ma c’è di più. In una della mail l’ex giornalista britannico Goldstone che fece da tramite per organizzare l’incontro fra Trump Jr e la avvocatessa russa, scriveva di lei che si trattava di un «legale del governo russo». Non appena si è diffusa la notizia alle 11.00 ora di New York l’indice industriale del Dow Jones ha perso 160 punti in 20 minuti per poi recuperare e il volume dei futures allo S&P 500 è triplicato come segno di nervosismo nel momento in cui le incertezze della politica sono tornate a tenere banco rispetto alla liquidità della Fed.

Donald Trump Jr ha pubblicato sul suo profilo twitter lo scambio di mail che ha preceduto il suo incontro con l’avvocatessa russa nella convinzione di ricevere informazioni sulla Clinton. «Se è come dite, molto bene( letteralmente: “I Love it” ndr)”. Così Donald Trump Jr ha risposto in una mail a chi gli propose la possibilità di ottenere informazioni dannose per Hillary. Più in dettaglio sono quattro le pagine che Donald Jr ha pubblicato su Twitter in quello che indica come lo scambio integrale con l’ex giornalista britannico Goldstone. Sono precedute da una nota del primogenito di Trump in cui spiega che ha deciso di diffondere i messaggi «allo scopo di essere completamente trasparente».

«Non ho mai avuto informazioni dannose per Hillary Clinton. Non è mai stata questa la mia intenzione», ha detto in un’intervista alla Nbc l’avvocatessa russa Veselnitskaya.«È possibile che forse loro cercassero tali informazioni. Le volevano disperatamente al punto di sentire solo quello che volevano», ha aggiunto Veselnitskaya la quale ha negato suoi legami con il Cremlino. E che i responsabili della campagna elettorale di Trump, di cui Donald Jr. era il capo, cercassero notizie contro il candidato democratico non stupisce; ma di fronte a notizie provenienti «come parte del sostegno della Russia e del suo governo» avrebbero dovuto sentire odore di bruciato e rifiutare le offerte.

A questo punto la Commissione sull’intelligence del Senato Usa ha fatto sapere che intenderebbe chiamare a testimoniare Donald Trump Jr su questi ultimi clamorosi sviluppi sul Russiagate.

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