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Trump fa fuori Kaspersky per paura di intrusioni del Cremlino. La…

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Trump fa fuori Kaspersky per paura di intrusioni del Cremlino. La società nega le accuse

Il clima di tensione che si respira alla Casa Bianca, con il Russiagate che continua a partorire dettagli sempre più succulenti, ha mietuto un'altra vittima. Si tratta dell'azienda di cybersicurezza Kaspersky Lab, società russa fondata da Eugene Kaspersky. Da una nota diramata dalla Gsa (General Services Administration), l'agenzia statunitense che ha in mano la gestione di un po' tutte le agenzie federali, si apprende che la società russa è stata rimossa dai fornitori autorizzati delle agenzie americane. Una decisione dovuta alla preoccupazione crescente che i software di Kaspersky possano essere una chiave d'accesso ad informazioni riservate relative agli Stati Uniti d'America per il Cremlino.

La notizia era nell'aria da giorni. Quelli passati, del resto, sono stati mesi di tensione, con l'amministrazione Trump che ha tirato più volte in ballo i russi di Kaspesky Lab. Qualche settimana fa, inoltre, la commissione Servizi armati del Senato statunitense aveva approvato un testo dal quale emergeva il divieto di utilizzo di prodotti Kaspersky nell'esercito. Ma la decisione più concreta è stata presa solo adesso.

Kaspersky respinge le accuse
Va detto che le accuse nei confronti di Kaspersky Lab di essere vicina al Cremlino non sono certamente le prime. Eugene Kaspersky ha studiato a Mosca presso la Facoltà di Matematica della Scuola Superiore del KGB, e questa storia se la trascina da sempre. Ciononostante, la sua è una delle aziende di cybersicurezza più importanti al mondo, con sedi dislocate ovunque ed esperti di primo piano. La stessa azienda che oggi difende a denti stretti la sua autonomia.

«Kaspersky Lab – è scritto nello statement ufficiale - non ha legami con alcun governo e l'azienda non ha mai aiutato,né aiuterà mai, alcun governo al mondo a condurre campagne di cyber spionaggio. Nei suoi 20 anni di storia nel settore della sicurezza IT, l'azienda ha sempre rispettato i più elevati standard di etica commerciale e sviluppato tecnologie affidabili e Kaspersky Lab crede che sia assolutamente inaccettabile che l'azienda venga ingiustamente accusata senza alcuna prova concreta a supporto di queste false accuse. Kaspersky Lab, azienda privata, sembra trovarsi al centro di una lotta geopolitica in cui entrambi i fronti stanno cercando di sfruttare l'azienda come una pedina del proprio gioco politico. Eugene Kaspersky, fondatore e CEO di Kaspersky Lab, si è ripetutamente offerto di incontrare gli ufficiali governativi, comparire di fronte al Congresso degli Stati Uniti e aprire il codice sorgente per un'ispezione ufficiale allo scopo di rispondere a qualsiasi domanda del governo americano nei confronti dell'azienda. Kaspersky Lab rimane disponibile a supportare le indagini di tutte le organizzazioni governative interessate e l'azienda crede fortemente che un'approfondita analisi di Kaspersky Lab confermerà che queste accuse sono infondate».

Eugene Kaspersky in persona, attraverso il suo profilo twitter, ha risposto alle accuse rivolte alla sua azienda da Bloomberg scrivendo che l'agenzia meriterebbe «un PhD per giornalismo da sauna». In un lungo post sul blog ufficiale, inoltre, sono stati elencati nove punti per smentire le accuse di Bloomberg.

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