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Trump da Macron apre sul clima

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Trump da Macron apre sul clima

  • –Vittorio Da Rold

L’occasione è quella di un reset delle relazioni tra Washington e Parigi dopo la decisione di Donald Trump di uscire dall’accordo sul clima e di puntare con forza sui temi del protezionismo in materia di commercio internazionale. Emmanuel Macron, il neo presidente francese, dopo aver incontrato recentemente nella capitale francese il leader russo Vladimir Putin, ieri e oggi ha invitato nella capitale francese il presidente americano Trump per riportare Parigi al centro della diplomazia mondiale o almeno della politica estera della Ue.

Il capo dell’Eliseo ha puntato ad avere un rapporto privilegiato con il capo delle Casa Bianca (che in campagna elettorale aveva sostenuto la candidata del Front National Marine Le Pen) offrendo una sponda più dialogante rispetto al gelo che si è creato tra Trump e la cancelliere tedesca Angela Merkel. Cancelliera che ieri, presente anch’essa a Parigi per un incontro periodico tra i due governi europei, non ha mancato di sottolineare il suo dissenso con Washington. «Le differenze con gli Usa sono spiacevoli» ma il dialogo continua, ha detto la leader tedesca nel giorno della visita del presidente Trump a Parigi. Non proprio un atteggiamento amichevole.

Macron, invece, ha puntato su toni più diplomatici. Innanzitutto ha offerto a Trump e alla first lady americana una raffinata cena al “Jules Verne”, il ristorante della Tour Eiffel, che per eccezionali misure di sicurezza è restata blindata e chiusa per due giorni. Se Trump deve cercare di uscire dall’isolamento internazionale in cui si è infilato e dal Russiagate in patria che lo perseguita (ieri il presidente della commissione Giustizia della Camera, il repubblicano Chuck Grassley, ha fatto sapere di aver chiesto a Donald Trump Jr di testimoniare, sottolineando che è pronto ad emettere un mandato se necessario), Macron si deve smarcare dall’ombra lunga della Merkel e proporsi come statista lib-lab della nuova Europa che prenderà il largo dopo le elezioni tedesche del 24 settembre. Se la Merkel agguanta, come previsto, il suo quarto mandato, Macron rischia di esserne schiacciato dalla popolarità ed esperienza, quindi cerca di proporsi come statista internazionale che ha rapporti diretti con i leader di Washington e Mosca.

La visita di due giorni di Trump a Parigi in occasione delle celebrazioni della festa nazionale del 14 luglio è iniziata con l’arrivo all’aeroporto francese di Orly dell’Air Force One. Successivamente il presidente americano, Trump, sempre accompagnato dalla moglie Melania, è giunto agli Invalides per una cerimonia di commemorazione dell’entrata degli Stati Uniti nella Prima Guerra Mondiale al fianco degli Alleati. Lì sono stati accolti dal presidente francese, Emmanuel Macron, e dalla moglie Brigitte. Dopo una calorosa stretta di mano che ha ricordato quella altrettanto vigorosa avvenuta nella sede Nato a Bruxelles, i due presidenti si sono recati all’Eliseo, dove hanno parlato di lotta contro il terrorismo e di conflitto in Siria.

Nei suoi colloqui con il presidente americano Macron ha trattato anche la questione del cambiamento climatico e del commercio internazionale, due temi che evidenziano profonde divergenze tra Usa ed Europa come sottolineato sia al G7 di Taormina che al G20 di Amburgo. Macron sul clima ha detto di voler andare avanti con gli accordi, ma di rispettare «la decisione del presidente americano». Trump ha aperto cautamente la porta a qualche cambiamento affermando sibillino che «qualcosa può accadere, vediamo cosa accade».

Il presidente francese ha detto di voler avviare «diverse iniziative diplomatiche forti» per stabilizzare la Libia. Per quanto riguarda gli scambi commerciali, Trump ha spiegato di averne discusso: «Servono accordi commerciali equi e reciproci», ha detto, sottolineando di condividere con il suo omologo francese «la comprensione della responsabilità di dare priorità agli interessi nazionali». Poi la consueta stoccata sul Russiagate: «Mio figlio è un giovane fantastico e si è incontrato con un’avvocatessa russa, che non è una rappresentante del governo russo. L’incontro tra i due è stato breve. Mio figlio e l’avvocatessa hanno parlato, ma dopo non è accaduto nulla. È la stampa che ne ha fatto un polverone. In politica molti avrebbero accettato l’invito come ha fatto mio figlio».

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