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Difficile trattenere i più specializzati

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Difficile trattenere i più specializzati

Gli esperti di Kpmg sottolineano la difficoltà di «mantenere» i dipendenti formati in azienda per l’evidente prevalere della domanda sull’offerta di lavoro. E ribadiscono la capacità della Polonia di attrarre investimenti e di produrre in modo competitivo.

«La Polonia resta ancora molto attrattiva per gli investimenti dall’estero. E il costo del lavoro è ancora molto competitivo rispetto ai Paesi dell’Europa occidentale, specialmente per quanto riguarda la manodopera qualificata, in modo particolare tenendo in considerazione il combinato disposto costo-qualità del lavoro, mentre per i quadri dirigenziali e i top manager i valori sono abbastanza vicini a quelli di molti Paesi dell’Europa occidentale», dice Andrea De Gaspari, senior manager – responsabile Kpmg italian desk in Polonia.

Inoltre, nelle scelte di delocalizzazione per le imprese europee e italiane, l’affinità culturale si trasforma per la Polonia in un vantaggio evidente nei confronti dell’Asia, specialmente nel settore in forte crescita degli share service center per la gestione di servizi e processi in outsourcing. Compagnie di assicurazioni, fornitori di servizi per banche e finanza ma anche diversi centri servizi captive di gruppi manifatturieri tornano dal Far East scegliendo la Polonia.

«La mancanza di manodopera qualificata comincia a farsi sentire ma ancora non è un freno allo sviluppo economico del Paese», spiega Magda Stawska, manager – People&Change advisory Kpmg Polonia. I settori potenzialmente più interessati dal labour shortage sono la logistica, le infrastrutture, il real estate e la manifattura in genere. Anche nell’automotive non è facile trovare operai qualificati. Con picchi di produzione e quindi maggiori difficoltà da parte delle imprese d’estate con i lavoratori stagionali. Tuttavia, spiega ancora spiega Magda Stawska, «più che la mancanza di manodopera per le imprese in Polonia il problema è trattenere in azienda il personale, magari già formato e sul quale si è investito.

Il 70% delle aziende intervistate nel corso della ricerca condotta da Kmpg, definisce il mantenimento dei dipendenti come la sfida principale e promuove iniziative orientate all’attrazione di candidati e assunzione di nuovi dipendenti. Il 90% delle aziende in Polonia segnala dimissioni incontrollate volontarie da parte dei dipendenti. «L’attrazione dei candidati, l’assunzione di nuovi dipendenti e il loro coinvolgimento sul lavoro rappresentano le sfide principali per i manager in Polonia. I candidati rimasti finora passivi sul mercato di lavoro, adesso - sottolinea Magda Stawska - ricevono sempre più richieste da aziende concorrenti».

«I cambiamenti demografici possono causare difficoltà nel trovare dipendenti con le competenze adeguate. Di conseguenza, le imprese dovrebbero concentrarsi sulla gestione efficace delle diverse generazioni di dipendenti. Le imprese devono prepararsi per la creazione di scenari positivi e negativi per la gestione del capitale umano», afferma Andrea De Gaspari.