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Monte Fuji: il regno del calcio guarda alle Olimpiadi

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Monte Fuji: il regno del calcio guarda alle Olimpiadi

(Marka)
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TOKYO - Calcio e Monte Fuji: un binomio che si solito non viene in mente a nessuno, ma ha una sua chiara ragion d'essere. E non solo perche' si e' trasferita sotto le pendici del Fuji l'accademia della Lega Calcio giapponese, che prima dello tsunami del 2011 stava in provincia di Fukushima, al J-Village che poi divenne il quartier generale per le operazione di emergenza alla centrale nucleare danneggiata (non è da molto che è stata riaperto ). Tra Gotemba e Susono ci sono 18 campi di calcio, sia in erba artificiale che naturale, in quattro diverse localita': ci passano 120mila circa atleti l'anno, tra scuole, training e ritiri sportivi.

Monte Fuji: il regno del calcio

I campi fanno capo al Tokinosumika Sports Center di Gotemba, che si sta preparando ad accogliere ospiti anche stranieri in vista delle Olimpiadi del 2020. “Il progetto di creare un grande resort turistico e una vasta serie di strutture dedicate allo sport risale a 23 anni fa”, spiega il senior adviser ed ex general manager Akira Abe, secondo cui fin dall'inizio si decise di puntare soprattutto sul calcio. Cosi' e' stato possibile intercettare la forte espansione del calcio in Giappone, prima e dopo i Mondiali del 2002 che furono ospitato congiuntamente da Giappone e Corea. “A dir la verita', dopo dieci anni di boom, ora il mondo del calcio qui si e' stabilizzato”, afferma il direttore sportivo Yasuhiro Ayama. Non si direbbe, dal numero dei ragazzi (e ragazze) che si allenano nei vari campi, dove e' in corso anche un torneo intitolato a un principe della famiglia imperiale.
Si può fare training anche per le discipline di lancio, dal martello al giavellotto, e per quelle marziali, ma il calcio domina incontrastato. Gia' ai Mondiali del 2002 venne in ritiro da queste parti la squadra dell'Uruguay, mentre Hidetoshi Nakata festeggio' qui il suo ventesimo compleanno e da ragazzi altri campioni che hanno giocato in Italia - da Nagatomo a Miura - hanno qui fatto training con le giovanili. Gli ex coach della nazionale nipponica - da Alberto Zaccheroni a Philippe Troussier - hanno anch'essi apprezzato i campi del Fuji. Unico neo: le esercitazioni continue delle Forse di Autodifesa, che su un versante del Fuji hanno una vasta area di addestramento e svegliano i villeggianti con il rumore delle cannonate. I ragazzi che vengono in ritiro (ci sono posti per almeno 1.500 atleti alla volta) hanno possibilità di scambi di esperienza, anche con l'Italia: un cartello ad esempio, invita a un soggiorno-scuola estivo con il Perugia. “Non ci stiamo attivando in modo particolare, ma in vista delle Olimpiadi siamo pronti a rispondere a eventuali richieste”, afferma il direttore generale di Tokinosumika Co, Masafui Shoji -. So che le autorita' di Gotemba desiderano attirare team stranieri. Abbiamo gia' in corso contatti anche con l'Italia, ad esempio per il karate, per eventuali soggiorni di training”.
L'area principale del Tokinosumika copre oltre 300mila metri quadrati e si e' sviluppata come un resort turistico integrato. Da quest'anno si produce anche il vino, ma e' famosa soprattutto per due cose: la birra autoprodotta con metodo tedesco (insegnato da un maestro birraio venuto da Monaco) e le illuminazioni speciali che, in inverno e in estate, attirano un gran numero di visitatori. Un villaggio vacanze e' ispirato ai trulli di Alberobello e ogni anno si aggiungono attrazioni, da ultimo un acquario. Ed e' stato appena inaugurato il piu' grande ponte ricurvo del Giappone, dalla cui sommita' si gode una splendida vista del Fuji. Almeno quando non e' coperto dalle nuvole.

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