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Venezuela nel caos, 13 morti e stime opposte sul voto per l’Assemblea…

dopo le urne

Venezuela nel caos, 13 morti e stime opposte sul voto per l’Assemblea costituente

Una giornata di sangue e un Paese nel caos, almeno 13 morti nel giorno del voto. Il Venezuela vara un’Assemblea costituente fortemente voluta dal presidente Nicolas Maduro e osteggiata dall’opposizione. Quasi impossibile determinare il reale risultato del voto, i dati di governo e opposizioni sono sideralmente lontani.

Gli Stati Uniti potrebbero varare delle sanzioni contro l’industria petrolifera venezuelana, anche se più di un terzo del fabbisogno petrolifero americano arriva da Caracas. Difficile prevedere le prossime tappe dello scontro tra governo e opposizione: di certo il potere dell’Assemblea Costituente prevarica quello del Parlamento e la democrazia venezuelana patisce un duro colpo. La presidente del Consiglio nazionale elettorale (Cne) venezuelano, Tibisay Lucena, ha annunciato che il tasso di partecipazione nelle elezioni per l’Assemblea costituente svoltasi ieri nel paese è stato del 41,53%. In termini di elettori sarebbero 8 milioni i votanti. Diosdado Cabello, numero due del partito di governo in Venezuela, dichiara che le elezioni per l’Assemblea costituente hanno raggiunto un «livello record» di partecipazione, segnando una «grande vittoria popolare».

Di tutt’altro avviso il fronte politico opposto: Henry Ramos Allup, dirigente dell’opposizione venezuelana ed ex presidente del Parlamento di Caracas, ha detto che secondo le proiezioni disponibili ieri sera alle 20 (le ore 2 in Italia) il tasso di astensione nelle elezioni per l’Assemblea costituente è stato dell’88 per cento. In una conferenza stampa a Caracas, Ramos Allup ha detto che - secondo cifre attribuite a fonti del Consiglio nazionale elettorale (Cne) - circa 2,83 milioni di elettori hanno partecipato nelle elezioni, il che rappresenta poco più del 12% degli aventi diritto.
La Comunità internazionale è ormai schierata quasi interamente contro il governo di Maduro. In prima fila gli Stati Uniti: «Le fasulle elezioni di Maduro sono un altro passo verso la dittatura. Non accetteremo un governo illegale. Il popolo venezuelano e la democrazia prevarranno», afferma l’ambasciatore americano all’Onu Nikki Haley. Un appello alla comunità internazionale è stato lanciato anche dal leader dell’opposizione Leopoldo Lopez che chiede di non riconoscere il voto e denuncia la «brutale repressione della protesta».

Gli Stati Uniti, secondo il Wall Street Journal, valutano l’imposizione di sanzioni contro l’industria petrolifera del Venezuela che potrebbero avere un impatto devastante sull’economia del paese. Intanto continua il tentativo di mediazione del vaticano: Papa Francesco e la Segreteria di Stato vaticana si sono «impegnati molto» per cercare una soluzione nella crisi del Venezuela, che deve essere «pacifica e democratica», ha detto il cardinal Pietro Parolin. Il Venezuela galleggia su un mare di petrolio, è tra Paesi con le maggiori riserve al mondo; eppure l’emergenza alimentare ha spinto milioni di venezuelani alla fame.

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