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La Corea ha una mini-testata nucleare. Pronto piano per colpire…

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La Corea ha una mini-testata nucleare. Pronto piano per colpire Guam. Trump: stop o «fuoco e furia»

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Aerei Usa decollati dalla base di Guam (Afp)
Aerei Usa decollati dalla base di Guam (Afp)

Tensione alle stelle in Estremo Oriente. La Corea del Nord starebbe considerando un piano per colpire il territorio statunitense di Guam - un’isola del Pacifico al largo delle Filippine dotata di basi navali e aeree americane - secondo quanto riportano i media internazionlai citando fonti militari di Pyongyang. Inoltre i media americani, tra cui la Cnn e la Fox, citano un comunicato diffuso dall’agenzia ufficiale nordcoreana Kcna in cui un portavoce dell’esercito nordcoreano menziona recenti manovre militari Usa che «possono provocare un pericoloso conflitto».

La presunta mini-testa nucleare
Intanto secondo analisti dell’intelligence americana citati dal Washington Post, Pyongyang sarebbe già riuscita a produrre una testata nucleare miniaturizzata che potrebbe essere messa a bordo dei suoi missili. Non sono solo gli americani ad aver dato l’allarme. Anche secondo un rapporto del Governo giapponese è possibile che la Corea del Nord abbia sviluppato testate nucleari di questo tipo. «Se la Corea del Nord continuerà con l'escalation della minaccia nucleare la risposta americana sarà fuoco e furia, come il mondo non ha mai visto», ha avvisato in serata il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Le dichiarazioni provenienti dalla Casa Bianca hanno attirato le critiche del senatore repubblicano John McCain: «Obietto alle parole del presidente, perché bisogna essere sicuri si possa fare quanto si dice», ha spiegato McCain.

Il piano della Corea del Nord per colpire Guam (Usa)

Le nuove sanzioni
L’indiscrezione sulla testata coreana dimostrerebbe come il regime di Kim Jong-un sia sempre più vicino a diventare una potenza nucleare a tutti gli effetti. Nonostante il pressing internazionale: soltanto sabato scorso l’Onu ha imposto nuove sanzioni contro la nazione più isolata al mondo per via dei suoi programmi missilistici e nucleari.

L'AVAMPOSTO AMERICANO NEL PACIFICO
Isola di Guam, nell'Oceano Pacifico

Il rapporto americano, completato il mese scorso dalla Defense Intelligence Agency, l’agenzia di intelligence del Pentagono, ha seguito un altro report degli 007 americani secondo cui il leader nordcoreano Kim Jong-un controlla ormai un numero di bombe nucleari che potrebbe arrivare fino a 60 ordigni.

Anche il Giappone in allerta
Tra i Paesi più esposti a eventuali ritorsioni nordcoreane, minacciate dal dittatore dopo l’approvazione delle sanzioni economiche all’Onu, c’è il Giappone. Ieri il Governo di Shinzo Abe ha elevato il livello della minaccia rappresentato dalla Corea in occasione della pubblicazione dell’annuale Libro Bianco della difesa proprio a ridosso della serie di ulteriori lanci di missili balistici effettuati da Pyongyang - a fine luglio - con una traiettoria studiata per poter cadere al largo della costa orientale giapponese.

«È possibile che il programma nucleare nordcoreano sia ormai in uno stato considerevolmente avanzato ed è possibile che il Paese abbia già realizzato la miniaturizzazione di ordigni nucleari e acquisito testate atomiche» ha dichiarato il ministero della Difesa giapponese. «Dall’anno scorso - si legge nel rapporto di 563 pagine - quando ha effettuato due test nucleari e più di venti lanci di missili balistici, le minacce alla sicurezza sono entrate in una nuova fase». Secondo fonti di intelligence statunitense gli ultimi lanci hanno mostrato che Pyongyang è in grado di raggiungere gran parte degli Stati Uniti.

Le esercitazioni nipponiche
Il nuovo livello di allerta ha spinto i comuni giapponesi a svolgere esercitazioni di evecuazione in caso di un attacco missilistico e ha fatto impennare la richiesta di rifugi nucleari. I missili lanciati da Pyongyang hanno una traiettoria tale che è molto difficile intercettarli. Per questo il Governo giapponese, venendo meno a una storica posizione “pacifista” potrebbe prendere in considerazione l’ipotesi di armarsi per poter colpire le basi nemiche. Preoccupate le parole pronunciate ieri dal nuovo ministro della Difesa giapponese, Itsunori Onodera, nominato giovedì scorso. «I missili nordcoreani - ha detto - rappresentano una minaccia sempre più grave. Questa, insieme a quella della Cina nel mare cinese orientale e meridionale è la mia principale preoccupazione per il Giappone». Il numero di “incidenti” tra jet giapponesi e cinesi ha raggiunto un record nell’ultimo anno.

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