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Trump avvisa Pyongyang: «Pronti a colpire». Kim:…

SALE LA TENSIONE CON LA COREA DEL NORD

Trump avvisa Pyongyang: «Pronti a colpire». Kim: «Potremmo ridurre gli Usa in cenere»

  • – di Redazione Online

Nonostante i tentativi in atto da più parti, Cina su tutti, di riportare il confronto verbale tra Nord Corea e Usa sul piano del ragionamento, i protagonisti insistono nel lanciarsi reciproche minacce, sempre più inquietanti. «Il presidente Trump ci sta portando sull'orlo di una guerra nucleare», ha affermato il regime di Pyongyang con una dichiarazione diffusa dall'agenzia nordcoreana Kcna poco prima dell'ultimo tweet del presidente americano. «Vi spazzeremo via - si legge nel testo diffuso dai media Usa - vi cancelleremo dalla faccia della terra. Il comportamento isterico e imprudente di Trump potrebbe ridurre gli Usa in cenere ogni momento».

Cosa ha scritto Trump, che in teoria sarebbe in vacanza, nel tweet in questione? «Le soluzioni militari sono ora pienamente predisposte, caricate e pronte a colpire, nel caso in cui la Corea del Nord dovesse agire in modo poco saggio. Speriamo che Kim Jong-un trovi un'altra strada». Anche se non sarebbero ancora scattati allarmi particolari per i 35mila militari americani di stanza in Corea del Sud. In serata il presidente americano ha aggiunto: «Spero Kim si renda conto della gravità di quello che ho detto. È molto semplice da capire. Si pentirà delle minacce agli Stati Uniti».

Eppure fino a ieri sera l’amministrazione Trump sembrava essersi messa al lavoro con gli alleati per trovare una soluzione diplomatica: ne aveva parlato il numero uno del Pentagono, l’ex generale James Mattis, cercando di smorzare i toni dopo l’ennesima giornata di parole forti tra Pyongyang e Washington.

Ieri stesso, comunque, Trump, incurante delle polemiche, aveva rincarato la dose, replicando alle ultime minacce del regime di Kim Jong-un in questi termini: «Forse le mie parole finora non sono state abbastanza dure. La Corea del Nord deve stare attenta, o sarà nei guai come pochi Paesi sono mai stati prima». E a chi gli chiede della possibilità di un attacco preventivo da parte degli Usa, il presidente americano risponde: «Vedremo cosa accadrà...».

Poche ore prima le autorità nordcoreane avevano ribadito non solo la volontà di sferrare l’attacco contro Guam, isola avamposto territoriale e militare Usa nel mar delle Filippine, ma avevano anche anticipato come si stia «seriamente» valutand il lancio di quattro missili a raggio intermedio Hwasong-12 per intimidire gli asset di Marina e Aeronautica americane.

Intanto i mercati tremano, con le Borse europee tutte in calo e Wall Street che chiude la sua peggiore giornata dal 17 maggio. Anche la Borsa di Tokyo è scivolata ai minimi degli ultimi due mesi e mezzo, con l'indice Nikkei che ha perso altri 8,97 punti.

Il piano di Pyongyang per colpire Guam è riassunto dal generale Kim Rak-gyom, a capo delle unità balistiche speciali dell'Esercito popolare di Corea, e prevede la sua completa definizione per metà agosto consegnando poi l'ordine di esecuzione nelle mani del leader Kim Jong-un.

Il surreale dispaccio in inglese dell’agenzia Kcna fornisce una ricca e dettagliata serie di particolari: traccia la rotta dei missili che taglieranno i cieli delle prefetture giapponesi di Shimane, Hiroshima e Kochi per la traiettoria verso sud di «3.356,7 km in 1.065 secondi (quasi 18 minuti, ndr) prima di atterrare nei 30-40 km da Guam». La mossa vuole «interdire le forze nemiche sulle maggiori basi militari di Guam e mandare l’avvertimento cruciale agli Stati Uniti», dopo il monito su «fuoco e furia» del presidente Donald Trump nel caso Pyongyang insista sulle minacce belliche verso Washington. «Un dialogo sano non è possibile con una tale persona priva di ragione e solo una forza assoluta può funzionare con lui», è il commento poco tenero del generale Kim Rak-gyom su Trump.

Trump ha fatto il punto coi suoi collaboratori e il Pentagono ha riferito che «non c’è alcun segnale di attività imminenti da parte della Corea del Nord». Anche se l'amministrazione Usa è divisa sul da farsi, tra chi sostiene la linea dura del presidente e chi predica maggiore prudenza, anche per lasciare aperto uno spiraglio alla soluzione diplomatica a cui si lavora dietro le quinte.

Guam, isola di 544 km quadrati abitata da 162mila persone,
dista circa 3.400 km da Pyongyang: ospita settemila militari, in gran parte di Marina e Aeronautica, concentrati nella base Andersen, con il 36esimo stormo aereo rafforzato dai bombardieri strategici B-52 e B-1B, e dai sofisticati sistemi antimissile Thaad, finiti recente anche in Corea del Sud.

La reazione dei Paesi vicini non si è fatta attendere: la Corea del Sud ha riunito il Consiglio sulla sicurezza nazionale, promesso una «forte e risoluta reazione» agli attacchi del Nord insieme agli alleati (Usa in testa) e richiesto di interrompere le provocazioni e di tornare al tavolo negoziale ritenendo che il dialogo sia ancora possibile a patto che il Nord cooperi. Il Giappone ha assicurato di poter intercettare e abbattere i missili che attraverseranno il suo spazio aereo nel viaggio verso Guam, come ha riferito in Parlamento il ministro della Difesa Itsunori Onodera, appena rinominato. La mossa sarebbe un colpo alla forza di deterrenza degli Usa verso azioni ostili contro il Giappone, che, invece, potrebbe ricorrere al diritto di «autodifesa collettiva», nell’interpretazione sposata dal Parlamento pochi anni fa, mettendo in campo i sistemi antimissile Aegis.

Nordcorea, Merkel contro soluzione militare ed escalation toni

Si muove anche l’Europa: a seguito delle discussioni ai margini del Forum regionale Asean, a Manila, con i ministri degli Esteri coreano Kang Kyung-wa, russo Sergei Lavrov, cinese Wang Yi, australiano Julie Bishop, col segretario di stato Usa Rex Tillerson, e con i ministri degli Esteri dei Paesi Asean, l’Alto rappresentante Ue Federica Mogherini ha convocato un incontro straordinario del Comitato politico e di sicurezza per il 14 agosto, per discutere dei possibili prossimi passi, sulla situazione nella Corea del Nord.

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