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Le Ipo globali a 114 miliardi $. Il rischio è la crisi…

L’ANALISI

Le Ipo globali a 114 miliardi $. Il rischio è la crisi Trump-Kim

«Carpe diem». («Cogli l’attimo»). Ricondurre la massima di Orazio al mondo della finanza può sembrare eccessivo. E, tuttavia, riguardo alle Ipo la locuzione non è poi così fuori luogo. Molte società, a fronte dell’attuale positiva impostazione dei mercati, vogliono sfruttare il momento. Cogliere l’attimo, per l’appunto. Così: decidono di quotarsi. La riprova? Arriva dai più recenti dati di Dealogic. Il controvalore globale dei collocamenti, da inizio anno ad oggi, ha raggiunto quota 113,6 miliardi di dollari (+83% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno). Il balzo in avanti è spinto soprattutto dall’Asia (Cina in primis) le cui Ipo hanno raccolto 41,7 miliardi. Più indietro, invece, Stati Uniti ed Europa: nelle due aree gli sbarchi in Borsa hanno definito due controvalori simili, entrambi poco oltre 28 miliardi di dollari. Il dato, però, non deve trarre in inganno. Rispetto allo scorso anno la crescita è del 165% negli Usa e del 58% nel vecchio Continente. Positivo, infine, lo stesso trend in Sudamerica (6,1 miliardi di dollari raccolti) e il Canada (3 i miliardi dalle Ipo). Fin qui i semplici dati numerici e alcune indicazioni geografiche: quali, però, i settori con più «ritmo» nel ballo delle debuttanti? Su questo fronte i comparti che, nel 2017, hanno finora dato il «la» sono quello finanziario (20,48 miliardi di dollari dai collocamenti) e le tecnologie (19,83 miliardi). A seguire l’healthcare, l’immobiliare e le telecom.

Insomma: l’hi-tech recita il ruolo da protagonista. Una posizione che, secondo quanto indicato da un sondaggio di Mergermarket, dovrebbe essere mantenuta nei prossimi 12 mesi. Il 40% degli esperti intervistati, infatti, indica nelle società tecnologiche le realtà destinate al maggiore coinvolgimento nei collocamenti. Poi dovrebbero conquistarsi, o mantenere, il loro spazio sia le società del comparto dei consumi e quelle dell’energia.

Ma non è solo questione di settori. Il signor Rossi domanda: in generale quali le prospettive del mondo delle Ipo? La risposta arriva, sempre, dalla survey di Mergermaket. Il 68% degli operatori ipotizza, da qui a un anno, un buon incremento sul fronte dei collocamenti (il 12% prevede la stabilizzazione). A guidare la crescita, rispetto alle geografie, rimangono l’Asia-Pacifico (72%) e il Nord America (68%). Più contenuta invece la «fiducia» nel vecchio Continente (48%).

Già, il Vecchio continente. Proprio all’Europa, secondo gli esperti, è collegata una delle variabili che potrebbe dare fastidio ai mercati e, quindi, interrompere il ballo delle debuttanti: le diverse tornate elettorali (in primis in Germania). Al di là ciò, però, altro rischio geopolitico, oltre al Medio Oriente, è quello in Asia. L’escalation tra Corea del Nord e Stati Uniti, finora «limitata» alle minacce del dittatore Kim Jong-un e alle risposte dell’ex conduttore di «The Apprentice» Donald Trump, potrebbe creare seri problemi alle Borse. Con il che l’ottimismo sulle Ipo, che attualmente caratterizza la stessa Piazza Affari (vedere articolo a fianco), potrebbe d’incanto sparire.

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