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Nord Corea, Bannon nega l’esistenza di una soluzione militare

il consigliere di trump

Nord Corea, Bannon nega l’esistenza di una soluzione militare

  • – di Redazione Online
(Afp)
(Afp)

Non c’è soluzione militare in risposta alla minaccia della Corea del Nord. Ne è convinto Steve Bannon, consigliere del presidente statunitense Donald Trump e stratega della Casa Bianca, intervistato da The American Prospect. «Fino a quando non si dimostra che dieci milioni di persone a Seul non muoiono nei primi trenta minuti da armi convenzionali non so di che si parla. Non c’è nessuna soluzione militare», ha detto Bannon. D’altro canto, come ha dichiarato poco dopo il generale Joseph Dunford, capo di Stato maggiore Usa, una soluzione militare alla minaccia missilistica nordcoreana sarebbe «orribile», ma permettere a Pyongyang di sviluppare la capacità di sferrare un attacco nucleare contro gli Stati Uniti è «inimmaginabile».

Il consigliere controverso e contestato nello stesso entourage di Trump dai più istituzionali McMaster e Kelly, consigliere nazionale della sicurezza e capo dello staff, in un certo senso smentisce lo stesso Trump ma soprattutto quei senatori repubblicani come Lindsay Graham che avevano affermato che piano militare era pronto. Questa uscita dunque è probabilmente da leggersi come una ennesima lite a distanza fra consiglieri del presidente che fanno tutto tranne che squadra.

Più proficua sembra l’iniziativa sudcoreana: il presidente sudcoreano Moon Jae-in prenderà in considerazione la spedizione di un inviato speciale a Pyongyang se il Nord metterà fine alle sue provocazioni: in un messaggio trasmesso dalle tv di Seul, in occasione dei primi 100 giorni di insediamento alla presidenza, Moon ha spiegato che il dialogo intercoreano può esserci solo se finiscono test nucleari e missilistici. «Nessuna guerra ci sarà sulla penisola», ha poi ribadito il presidente, ricordando l’impegno Usa a non prendere alcuna azione militare senza il consenso di Seul.

L’abbassamento dei toni è apprezzato anche da Mosca. Washington e Pyongyang «hanno in qualche modo ridotto la retorica» sulla questione nordcoreana. «Forse dovremmo accogliere ciò positivamente e, quantomeno, sperare che le teste calde si siano raffreddate», ha affermato il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov. Il capo della diplomazia di Mosca ha poi dichiarato che «per quanto riguarda le pressioni su Pyongyang per il rispetto delle note risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'Onu», in Russia sono «sicuri che il potenziale delle pressioni economiche è stato praticamente già speso».

«Non sosteniamo - ha sottolineato - le proposte, che preparano alcuni nostri partner, mirate ad asfissiare economicamente la Corea del Nord con tutte le conseguenze umanitarie negative e tragiche per i cittadini della Corea del Nord».

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