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Trump contro la rimozione delle statue degli eroi sudisti. Sulle…

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Trump contro la rimozione delle statue degli eroi sudisti. Sulle polemiche: «Disgustose bugie»

Statua del generale confederato Thomas “Stonewall” Jackson, a Charleston (Getty Images/Afp)
Statua del generale confederato Thomas “Stonewall” Jackson, a Charleston (Getty Images/Afp)

Donald Trump non demorde. E torna a stupire, criticando in una serie di tre tweet la rimozione delle statue (dalla Virginia alla Florida, dal Kentucky al Texas) di alcuni dei protagonisti della guerra civile americana, tutti confederati. «Triste vedere la storia e la cultura del nostro Paese fatta a pezzi con la rimozione delle nostre bellissime statue e monumenti. Non potete cambiare la storia ma potete imparare da essa. Robert Lee, Stonewall Jackson, chi sarà il prossimo, Washington o Jefferson? È tutto così assurdo...», chiosa Trump, all’apparenza mettendo ancora una volta sullo stesso piano gli eroi del Sud schiavista durante la guerra di Secessione con quelli del Nord.

Il presidente continua così ad alimentare le polemiche dopo i fatti di sabato scorso a Charlottesville e le reazioni ai suoi controversi commenti sulle violenze scatenate da suprematisti bianchi per protestare contro la rimozione di una statua di Robert E. Lee, leader delle forze confederate durante la guerra civile americana. Una contro-protesta aveva preso forma e un neonazista aveva guidato la sua auto contro un gruppo di dimostranti antirazzisti causando diversi feriti e un morto.

Il presidente ha poi definito «una disgustosa bugia» le critiche secondo cui avrebbe messo sullo stesso piano i gruppi suprematisti e neonazisti e chi li contesta. Commentando le parole del senatore repubblicano Lindsey Graham, Trump ha replicato che «è solo in cerca di pubblicità». In un altro tweet, inoltre, Trump accusa i media a sua detta colpevoli di trasmettere di proposito al pubblico in modo sbagliato i suoi messaggi. «Fanno apparire in modo sbagliato ciò che dico sull'odio e l'intolleranza. Vergogna», ha scritto.

Operai rimuovono mercoledì notte, quattro giorni dopo i fatti di Charlottesville, le statue dei generali confederati Robert E. Lee e Thomas "Stonewall" Jackson a Baltimora, Maryland. La rimozione fa parte di una campagna avviata dall’amministrazione cittadina per eliminare i simboli della parte sudista, favorevole allo schiavismo, durante la guerra di Secessione (AFP PHOTO / ProPublica / Alec MacGILLIS)

Intanto, dopo la circolazione di voci di sue dimissioni, alcuni funzionari americani hanno fatto sapere che Gary Cohn intende restare direttore del consiglio economico nazionale (Nec) della Casa Bianca. Il rumor aveva provocato un balzo dei Treasury in una seduta altrimenti tranquilla, spigendo il rendimento del decennale al 2,210%. «Nulla è cambiato. Gary è concentrato sulle sue responsabilità di direttore del Nec e qualsiasi notizia che dica il contrario è falsa al 100%», hanno fatto sapere dalla Casa Bianca.

Non si sa, però, se l'ex executive di Goldman Sachs abbia parlato con il presidente. Stando a indiscrezioni di stampa circolate ieri, Cohn, ebreo, era al fianco del presidente americano quando quest'ultimo martedì ha praticamente paragonato manifestanti contro il razzismo ai suprematisti bianchi e ai neonazisti.

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