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Barriere di cemento e piloni retrattili: così l’Europa si…

le misure antiterrorismo

Barriere di cemento e piloni retrattili: così l’Europa si difende dal terrore in strada

Barriere su London Bridge a Londra
Barriere su London Bridge a Londra

LONDRA. Prevenire gli attentati terroristici come quello di Barcellona la settimana scorsa è impossibile, ma si può fare molto per contenere la minaccia. Blocchi e barriere stradali sono una soluzione ovvia, ma molte autorità cittadine in Europa sono riluttanti sia per questioni estetiche che di costo che di circolazione.

Il problema è comune, dopo attentati con mezzi simili che hanno colpito in modo indiscriminato civili e turisti in città diverse, da Londra a Berlino, da Nizza a Barcellona.

A Londra, dopo gli attentati sul ponte di Westminster e su London Bridge, sono state erette barriere di cemento volutamente visibili tra il marcipiede e la strada su tutti i ponti, mentre barriere ai lati rallentano l'ingresso nelle strade principali del centro città. In alcuni quartieri come Westminster le autorità hanno installato piloni retrattili che, se necessario, possono bloccare l'accesso alle vie.

Le autorità hanno deciso di procedere con queste misure ignorando le proteste di molti residenti contrari alle barriere per questioni estetiche. Paul Jeffrey, managing director di Avon Barrier Corporation, una società britannica specializzata, spiega che la Gran Bretagna è uno dei pochi Paesi dove si stanno spendendo molti soldi nel settore, mentre il resto dell’Europa «è un enigma».
I cittadini britannici sono abituati dai tempi degli attentati dell’Ira negli anni Settanta a vedere strade bloccate e barriere all’accesso, ma in Europa c’è più opposizione. In altri Paesi europei i cittadini sono contrari sia alle limitazioni alla circolazione che queste barriere impongono che al loro aspetto poco piacevole, mentre le autorità non hanno soldi da investire per controverse opere di prevenzione.

“Non possiamo riempire Barcellona di piloni e barriere”

Joaquim Forn, responsabile Interni della Catalogna 

«Non possiamo riempire Barcellona di piloni e barriere», ha detto Joaquim Forn, responsabile degli Interni per la regione della Catalogna.
A Berlino, dove l’attentato a un mercatino natalizio aveva causato la morte di 12 persone, la polizia ritiene che sia impossibile bloccare l’accesso a tutti gli eventi del genere – ce ne sono 60 solo nella capitale tedesca e 2.500 mercatini natalizi nel resto della Germania.

A Bruxelles le autorità non vogliono bloccare la libera circolazione delle persone nel centro città. «Non vogliamo diventare Hebron», ha detto il vicesindaco Els Ampe, riferendosi alle barriere che separano i palestinesi dai coloni ebrei nella West Bank. Secondo Ampe sarebbe meglio investire i soldi nella lotta al terrorismo per prevenire attentati invece che in barriere.
L’unica città europea che ha investito in modo massiccio in sicurezza è Nizza, che ha speso 30 milioni di euro per erigere barriere e prevenire altri attentati come quello del giorno della Bastiglia lo scorso anno che aveva causato la morte di 84 persone.

“Seguendo le regole della pace non si vince la guerra”

Christian Estrosi, sindaco di Nizza 

Christian Estrosi, sindaco di Nizza, ha deciso di organizzare un incontro con i suoi omologhi europei il mese prossimo per discutere dell’esperienza della città francese, per confrontare idee e problemi e proporre soluzioni comuni. «Seguendo le regole della pace non si vince la guerra», ha affermato.

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