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Doppia partita di Macron sul lavoro

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Doppia partita di Macron sul lavoro

  • –Vittorio Da Rold

Il presidente francese Emmanuel Macron pronto a sferrare l’attacco sul fronte della riforma del lavoro mentre i sindacati sono gi sul piede di guerra in attesa di sapere i dettagli di quello che gi chiamano il Jobs Act transalpino. E i sondaggi danno il gradimento del presidente in picchiata: il 62% dei francesi insoddisfatto dell’operato di Macron in questi primi tre mesi di governo. Lo afferma l’ultimo sondaggio realizzato dall’Istituto Harris tra l’8 e il 10 agosto. I pareri sono particolarmente divisi sulla riforma chiave del codice del lavoro, con il 46% delle opinioni favorevoli e il 52% contrarie. Insomma, un Paese spaccato a met.

La posta in gioco grande: il ministro del Lavoro, questa settimana, riveler i risultati di mesi di colloqui con i rappresentanti sindacali e aziendali, parte di un piano ambizioso del nuovo presidente per rimettere “en marche” la Francia e rilanciare un’economia che sotto la media di crescita dell’area euro. I sindacati sono pronti a un autunno che si prospetta molto caldo, come non si vedeva da anni.

La messa a punto della riforma giunge mentre Macron si prepara a incontrare - partir oggi - i leader dell’Europa orientale in Austria, Bulgaria e Romania, nell’intento di trovare un accordo per i cosddetti lavoratori “distaccati”. Si tratta di lavoratori provenienti da quegli Stati che, secondo i Paesi dell’Est, dovrebbero avere garantita - per il periodo di distacco - solo la paga minima del Paese ospitante, mentre Parigi chiede di includere tutti i trattamenti del Paese ospitante e di fissare un limite massimo di due anni. Un mancato accordo sul tema potrebbe infiammare a loro volta i sindacalisti francesi contro la riforma del lavoro domestica perch vedrebbero nella direttiva europea un nuovo tentativo di dumping sociale.

Il ministro del Lavoro, Muriel Pnicaud, ha gi esposto il piano di riforma al Medef, la Confindustria locale; seguir oggi un incontro con i rappresentanti dei maggiori sindacati francesi, la Cftc, la Cfdt e la Cgt. Thibault Lanxade, vice presidente del Medef, si detto soddisfatto sul metodo della concertazione ma la Cgt ha gi indetto uno sciopero per il 12 settembre contro la riforma.

I decreti potrebbero ancora subire modifiche prima di venir trasmessi al Consiglio di Stato la prossima settimana. Il testo definitivo sar presentato ufficialmente il 31 agosto. Il governo intende andare in fretta, con una presentazione del testo in Consiglio dei ministri nella settimana del 18 settembre per un’entrata in vigore quasi immediata.

Questa sar una riforma al servizio degli interessi delle grandi aziende, ha dichiarato Fabrice Angei, membro della CGT, il secondo sindacato del paese. Gilles Lecuelle, segretario nazionale dell’Unione sindacale dei lavoratori dei Cfe-Cgc, ha dichiarato che il suo sindacato molto preoccupato dei cambiamenti.

Tra i possibili passi che preoccupano i sindacati c’ il fatto che Macron vorrebbe rendere pi facile e meno oneroso per le imprese licenziare il personale limitando l’indennit che i lavoratori potrebbero chiedere in tribunale. Inoltre le imprese potrebbero ottenere di poter pagare meno il lavoro notturno o gli straordinari. Macron ha promesso che la Francia non costituir pi un’eccezione in materia di diritti dei lavoratori. Un poderoso libro rosso chiamato “Code du travail” presidia le relazioni di lavoro nel Paese, anche se la maggior parte dei paesi partner ha deregolamentato il settore. Per decenni le proteste sindacali hanno impedito l’ammodernamento che i banchieri centrali e le imprese chiedono per aumentare la competitivit e la produzione.

La disoccupazione scesa al 9,5% nei tre mesi a giugno, il pi basso dal 2012, ma ancora doppia rispetto alla Gran Bretagna e alla Germania. In Spagna, la disoccupazione scesa al 17% dal 26% nel 2013 dopo che alcune rigidit nella legislazione del lavoro, simili alle regole francesi, sono state smantellate. Tuttavia, la maggior parte dei nuovi posti di lavoro sono temporanei, piuttosto che contratti a tempo indeterminato spesso pi pagati e con maggiore stabilit.

Secondo la Tv France 2 il governo Macron cambier le regole che limitano il lavoro temporaneo. Le aziende potranno adattare le regole alle condizioni di lavoro e salariali per contratti di lavoro regolari, nonch ridurre le condizioni per la risoluzione del contratto aiutando, ad esempio, i dipendenti licenziati a trovare un altro lavoro.

Non si tratta tanto di come le regole cambieranno ma della possibilit che verr data alle aziende di ignorarle o di modificarle, che una trasformazione profonda, ha dichiarato Angei di Cgt. L’impatto sar enorme poich le aziende minacciano di licenziare i lavoratori o di creare posti di lavoro all’estero se non accettano le nuove regole.

Mentre la CGT ha gi preparato una serie di manifestazioni il mese prossimo, la CFDT, il pi grande sindacato del Paese, non ha ancora deciso la risposta. Non siamo interessati a seguire le orme di Spagna e Germania, ha dichiarato Lecuelle di CFE-CGC. La partita di autunno aperta.

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