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Harvey, stato d’emergenza anche in Louisiana. Il peggio a…

FONDI DELLE GRANDI AZIENDE per le vittime dell’uragano

Harvey, stato d’emergenza anche in Louisiana. Il peggio a metà settimana

(Epa)
(Epa)

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato lo stato di emergenza anche in Louisiana e disposto l’assistenza federale in seguito al passaggio dell’uragano Harvey. Si tratta del secondo stato americano, dopo il Texas, investito da queste misure straordinarie. Sono almeno cinque le vittime dell’uragano Harvey che nella notte tra venerdì e sabato scorso si è abbattuto sul Texas. Soccorsi in piena attività negli Usa mentre il fenomeno declassato a tempesta tropicale continua a scaricare nell’entroterra texano piogge torrenziali che hanno causato forti allagamenti e anche 14 feriti. In campo, o meglio in acqua, ci sono migliaia di soccorritori che con gommoni e mezzi speciali stanno setacciando città e villaggi, da Houston a Corpus Christi, alla ricerca di persone in difficoltà, rimaste intrappolate dalle inondazioni.

Il mondo delle grande statunitensi, intanto, si mobilita per aiutare le persone colpite. Tra i primi donatori, quasi tutti alla Croce Rossa, Apple, Google (500mila dollari), Exxon Mobil (500 mila dollari), Caterpillar (300 mila dollari), Humana (250 mila dollari), Lowe’s (500mila dollari), United Airlines (100mila dollari più bonus miglia a chi fa donazioni), Walmart (un milione di dollari), Western Union (30 mila dollari).

Trump domani sarà in Texas. L’uragano sta tornando verso il Golfo del Messico, ma mercoledì farà rotta nuovamente su Houston. La guardia nazionale mobilita 3mila uomini e 500 mezzi. Si moltiplicano su Twitter e altri social gli appelli ai soccorritori da parte di persone intrappolate. Deve ancora arrivare in Texas, a quanto pare, il peggio delle inondazioni: è il monito lanciato dalle autorità americane mentre quella che è diventata una tempesta tropicale continua ad abbattersi sulla regione, in particolare su Houston, trasformata in un grande lago. Il picco delle inondazioni è atteso tra mercoledì o giovedì. L’agenzia federale per la gestione delle emergenze (Fema, la nostra Protezione civile) prevede di dover ospitare circa 30mila persone nei centri di accoglienza temporanei. Alte zone devastate sono inaccessibili e le piogge proseguiranno per alcuni giorni, facendo arrivare il livello dell’acqua a oltre un metro in alcune località.

Il servizio meteo federale americano, in un tweet, definisce Harvey «un evento senza precedenti», specificando le piogge potrebbero raggiungere i 127 centimetri in alcuni luoghi, il livello più alto mai registrato in Texas. L’uragano si è schiantato sullo Stato nella tarda serata statunitense di venerdì scorso, frustando una vasta area costiera con forti venti e piogge torrenziali degni del più feroce ciclone che abbia investito gli Stati Uniti da più di un decennio. Il presidente Donald Trump ha subito comunicato via Twitter di avere firmato la proclamazione di stato di calamità naturale per il Texas.

In fuga migliaia di residenti
L’arrivo del ciclone ha costretto migliaia di residenti a scappare dalla costa del golfo del Texas, sperando di evitare così un fenomeno destinato a scuotere un’area nella quale sorgono raffinerie e impianti chimici, mettendo così in pericolo di inondazione Houston, la quarta più grande città dello Stato. Il governatore del Texas Greg Abbott ha ammonito che l’uragano potrebbe causare «un disastro molto maggiore» di quanto previsto, tanto che si sprecano le similitudini con Katrina.

«Sappiamo di avere milioni di persone che stanno per subire l’impatto di questo urgano», ha detto Dennis Feltgen, un portavoce e meteorologo del Centro Nazionale degli uragani. «Noi preghiamo veramente che la gente ascolti i responsabili dei servizi di emergenza e si metta al riparo dal pericolo».

Più di 200mila abitazioni senza elettricità
Durante la notte, venti pesanti già avevano cominciato a provocare danni a Corpus Christi, la città più vicina al centro. Sono 211mila le case rimaste senza corrente. Lo ha annunciato l’azienda dell’elettricità Ercot, secondo quanto riportato dai media americani. Le autorità locali hanno chiesto agli abitanti di Corpus Christie di far bollire l’acqua prima di berla. Il sindaco di Rockport, località a 50 chilometri dall’occhio, ha chiesto ai cittadini che hanno deciso di restare nelle loro case di scriversi il codice fiscale sulle braccia per rendere più semplice l’eventuale identificazione in caso restino vittime di calamità.

Fenomeno declassato a tempesta di categoria 3
Fortunatamente Harvey nelle ore successive ha rallentato la propria corsa: l’uragano, secondo quanto riportano i media americani, è stato ora ridimensionato a «tempesta di categoria 3», con venti fino a 200 chilometri orari.

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