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Madrid chiede ai partner Ue più unità contro il terrorismo

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Madrid chiede ai partner Ue più unità contro il terrorismo

Ai leader di Italia, Francia e Germania la Spagna chiederà un maggior coordinamento nella lotta al terrorismo. Lo ha detto ieri il premier Mariano Rajoy, che lunedì pomeriggio parteciperà al summit organizzato a Parigi dal presidente Emmanuel Macron, con Paolo Gentiloni e Angela Merkel. Con loro, insieme a Federica Mogherini responsabile Ue per gli Affari esteri, saranno tre leader africani: il presidente del Chad Idriss Deby, della Nigeria Mahamadou Buhari e il capo del governo libico di unità nazionale Fayez al-Serraj. L’obiettivo è unire gli sforzi di fronte alla crisi dei migranti, con i tre Paesi africani presenti al cuore del transito dei flussi diretti verso il Sud Europa.

Ma al centro dell’attenzione, in parallelo, sarà anche la lotta al terrorismo. A una settimana dagli attentati di Barcellona, Rajoy ha lodato la risposta delle forze di polizia malgrado le polemiche sui problemi di comunicazione tra gli organismi inquirenti e malgrado un avvertimento informale venuto dal Belgio nel 2016 riguardo all’imam di Ripoll, presso Barcellona, non sia riuscito a prevenire gli attacchi che il 17 agosto hanno ucciso 15 persone.

Nel corso di una conferenza stampa, Rajoy ha detto di voler analizzare con i partner europei «gli attuali meccanismi di cooperazione, studiando opzioni per rafforzarli e migliorarli». Gli attacchi sulle Ramblas e a Cambrils hanno alimentato gli interrogativi sulla condivisione dell’intelligence all’interno dell’Europa ma anche all’interno della Spagna, tra polizie regionali e forze nazionali.

Dei 12 militanti sospettati di essere coinvolti nell’attentato, sei sono stati uccisi dalla polizia e due sono morti in un’esplosione alla vigilia dell’attacco. Altri due sono in carcere con l’accusa di omicidio e appartenenza a un’organizzazione terroristica, due sono stati rilasciati.

Ieri Rajoy ha cercato di sminuire la frattura tra il governo di Madrid e i leader separatisti della Catalogna, tuttora decisi a indire un referendum sull’indipendenza il prossimo 1° ottobre. «Nella lotta al terrorismo siamo più forti se lasciamo da parte le nostre divergenze - ha detto il premier -. L’unità politica è fondamentale». Ma Carles Puigdemont, il leader catalano, in un’intervista al Financial Times ha accusato il governo Rajoy di aver deliberatamente ridotto i finanziamenti alla forza di polizia locale, «giocando con la sicurezza» del popolo catalano per ragioni politiche.

Oggi, insieme a re Felipe, i leader catalani e spagnoli parteciperanno a una grande manifestazione a Barcellona.

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