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Seul si esercita con gli Usa. Nord Corea contro Onu: «Nostro…

la minaccia di pyongyang

Seul si esercita con gli Usa. Nord Corea contro Onu: «Nostro diritto difenderci»

  • – di Redazione Online
La traiettoria del test americano alle Hawaii
La traiettoria del test americano alle Hawaii

Terzo giorno della nuova puntata di crisi fra Nord Corea e Stati Uniti che va avanti dalla primavera. Dopo il lancio del missile balistico che ha sorvolato il Mar del Giappone ieri, e la reazione di Trump che dice «tutte le opzioni sono sul tavolo» con il Consiglio di sicurezza Onu che condanna Pyongyang, la tensione rimane alta con le esercitazioni già programmate di americani e sudcoreani insieme sopra il cielo di Seul.

Bombardieri e aerei da caccia statunitensi hanno eseguito un'esercitazione sui cieli della Corea del Sud insieme a jet militari sudcoreani. Erano esercitazioni programmate ma è ovvio che sono anche una dimostrazione di forza contro la Corea del Nord.

Il nervosismo di Seul
Il vice ministro della Difesa sudcoreano Suh Choo-suk dice che il regime di Pyongyang è pronto a effettuare il suo sesto test nucleare in qualsiasi momento nel sito di Punggye-ri. Il ministro ha illustrato oggi in un'audizione parlamentare dedicata al lancio del missile a medio raggio di martedì deciso da Pyongyang. «C'e' la possibilità di ulteriori provocazioni strategiche, comprensive sia di nuovi missili balistici sia del sesto test nucleare», ha aggiunto Suh, nel resoconto dell'agenzia Yonhap.

Il tatticismo cinese
Si fa sentire anche la Cina il cui governo non permetterà mai la guerra o il caos alle sue porte, assicurando che «le soluzioni militari non sono un'opzione». Lo ha affermato il portavoce del ministero della Difesa Ren Guoqiang nel briefing mensile sulle vicende turbolente legate alla penisola coreana. «Abbiamo sempre sostenuto la soluzione dei problemi con il dialogo e il confronto», ha aggiunto.

La replica da Pyongyang
La Corea del Nord respinge «con decisione» la condanna del Consiglio di Sicurezza dell'Onu sul missile Hwasong-12 lanciato martedì che «sfacciatamente» non tiene conto del «diritto all'autodifesa di uno Stato sovrano». Un portavoce del ministero degli Esteri, attraverso la Kcna, punta il dito contro gli Usa osservando che il missile è solo «un assaggio» delle risposte alle manovre congiunte Ulji Freedom Guardian tra Seul e Washington e un significativo preludio contro Guam, «la base di prima linea per l'invasione».

La crisi nelle ultime 72 ore
Ieri gli Stati Uniti hanno mandato un segnale. L’agenzia di Difesa missilistica americana ha eseguito con successo un test con cui ha intercettato un missile balistico a medio raggio a largo delle coste delle Hawaii, il primo stato americano anche territorio nazionale che potrebbe essere raggiunto da un attacco nordcoreano.

Il test è consistito nel lanciare un missile balistico a medio raggio dal Pacific Missile Range Facility a Kauai, Hawaii, è poi intercettarlo e distruggerlo con il cacciatorpediniere John Paul Jones.

Quella americana è stata una dimostrazione e reazione al missile lanciato ieri dalla Nord Corea che ha sorvolato Hokkaido ed è poi finito nel Mar del Giappone. La notizia è diffusa dalle tv americane.

Obiettivo dichiarato di Kim Jong Un è Guam, isola del Pacifico e territorio non incorporato con basi militari Usa che potrebbe essere raggiunta da un missile a medio raggio. Lo stesso Kim, che sempre secondo le notizie del regime ieri è diventato padre per la terza volta, ha detto che il missile di ieri - il primo capace di trasportare armi nucleari - è il «preludio a Guam».

La risposta della Difesa americana è dunque per ora un modo per segnare la presenza e rassicurare gli americani che la minaccia di Kim non potrebbe andare a buon fine. Qui in basso il tweet del presidente Trump che esclude il «dialogo» perché «quando gli Usa hanno tentato di parlare con la Nord Corea hanno pagato denaro frutto di estorsione per 25 anni».

Il tweet arriva all'indomani del lancio di un nuovo missile da parte di Pyongyang, che ha sorvolato il Giappone prima di schiantarsi nel Pacifico. Ieri il presidente Usa aveva risposto alla provocazione nordcoreana dicendo che «tutte le opzioni sono sul tavolo».

Il consiglio di sicurezza dell'Onu ha poi condannato il regime di Kim Jong Un che per tutta risposta ha rinnovato le sue minacce a Guam. L’isola nel Pacifico era già stata minacciata a inizio agosto, quando la Nord Corea aveva detto che avrebbe lanciato missili nelle acque vicino all'isola ma poi il duello a parole tra Kim e Trump si era spento.

La dichiarazione di condanna diffusa in nottata dall'Onu chiede agli Stati membri di «attuare pienamente, in modo rigoroso e veloce» le sanzioni imposte dalle Nazioni Unite. Ma ad esempio la Russia aveva detto ieri che la scelta delle sanzioni era esaurita.

articolo aggiornato il 31 agosto 2017

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