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Trump chiude consolato russo di San Francisco. Mosca:…

GUERRA DIPLOMATICA

Trump chiude consolato russo di San Francisco. Mosca: «Reagiremo»

(Reuters)
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Nuova rappresaglia della Casa Bianca contro il Cremlino. Nei travagliati rapporti diplomatici tra l'amministrazione di Donald Trump e Vladimir Putin e' scattata l'ultima escalation: Washington ha ordinato la chiusura del consolato russo di San Francisco e l'abbandono di altre due sedi in territorio americano, a Washington e New York. L'amministrazione ha tuttavia auspicato che l'azione non comporti un peggioramento dei rapporti bilaterali. Pochi minuti dopo la risposta, interlocutoria ma fredda di Mosca: il Ministro degli Esteri Sergei Lavrov, che aveva ricevuto notizia della ritorsione per telefono dalla controparte Rex Tillerson, ha fatto sapere che Mosca studiera' il provvedimento prima di decidere nuove risposte. Ha pero' espresso “rammarico per l'escalation delle tensioni”.

Tillerson e Lavrov si incontreranno nelle prossime settimane durante l'Assemblea Generale dell'Onu. L'ultimo capitolo della crisi solleva tuttavia inedite incognite su relazioni gia' sotto pressione. Trump e' parso ripetutamente esprimere comprensione e ammirazione per Putin, durante le elezioni e da Presidente. E la sua campagna elettorale e' tuttora al centro di inchieste federali sempre piu' intense, condotte dal procuratore speciale Robert Mueller e dal Congresso, per i sospetti di collusione tra esponenti vicini al presidente e l'intelligence di Mosca per favorire il successo del candidato repubblicano. Una situazione che ha generato un clima di crisi strisciante e permanente tra i due paesi.

Il Dipartimento di Stato americano, attraverso il portavoce Heather Nauert, ha fatto sapere di aver dato istruzioni sulla chiusura delle strutture russe entro sabato dopo aver rispettato l'ordine di Mosca, in scadenza oggi, di eliminare centinaia di dipendenti dello staff diplomatico statunitense a Mosca. Accanto al consolato di San Francisco sono state presi di mira un edificio a Washington e alcuni uffici consolari a New York. La decisione, ha comunicato l'amministrazione, “e' stata nel rispetto del principio di parita' invocato dai russi”.

Mosca aveva inizialmente ordinato il taglio del personale americano - di 755 posizioni su 1.200 - dopo che Trump aveva rinunciato a eliminare sanzioni contro Mosca decise dalla precedente amministrazione di Barack Obama in risposta alle interferenze russe nelle elezioni americane del 2016 denunciate dalla Cia e dagli altri servizi segreti statunitensi. Obama aveva anche espulso 35 diplomatici del Cremlino. Il Dipartimento ha ribadito ieri di ritenere l'azione russa “ingiustificata e dannosa ai rapporti bilaterali”. E indicato di aver lasciato comunque aperte strutture di Mosca nella speranza di “arrestare la spirale negativa nei rapporti”.

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