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Harvey, 47 vittime e 160 miliardi di danni. La Casa Bianca chiede al…

L’URAGANO che ha scosso gli usa

Harvey, 47 vittime e 160 miliardi di danni. La Casa Bianca chiede al Congresso 7,9 miliardi

(Epa)
(Epa)

Continua ad aggravarsi il bilancio di Harvey, l’uragano che si è abbattuto sei giorni fa sul Texas (Stati Uniti) ed è stato classificato come uno dei più violenti disastri naturali nella storia americana. Il totale delle vittime è salito a 47, secondo quanto ha appena riferito la Cnn, mentre i danni economici stimati hanno raggiunto un tetto di 160 miliardi di dollari: più di Katrina e Sandy messi insieme.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che donerà un milione di tasca propria, mentre si profila l’emergenza abitativa per gli sfollati: la stima è di 30mila persone senza casa, anche se si attendono aggiornamenti. Le case distrutte dall’uragano e dall’inondazione che ne è seguita sono 100mila.
Come era già stato anticipato, la Casa Bianca ha chiesto 7,9 miliardi di dollari al Congresso per far fronte alla devastazione causata dall'uragano Harvey in Texas. La richiesta include 7,4 miliardi per l'agenzia che si occupa della gestione del disastro, la Federal Emergency Management Agency, e 450 milioni per prestiti alle piccole imprese.

Secondo Joel Myers, presidente della società di previsioni meteo AccuWeather, i danni causati rappresentano lo 0,08% del pil Usa (19mila miliardi). «Questo è solo l'inizio - ha detto -. Parti di Houston, la quarta città più popolosa degli Usa, saranno inabitabili per settimane e forse mesi». Un’ulteriore fonte di preoccupazione è arrivata da due esplosioni che hanno colpito l’impianto chimico della Arkema nella cittadina di Crosby, alla porte di Houston. Dallo stabilimento sono fuoriuscite sostanze chimiche, con il ricovero di un agente di polizia che ha inalato i vapori e alcuni accertamenti successivi. Arkema ha dichiarato che «non sono presenti sostanze tossiche».

L’uragano è stato declassato a «depressione tropicale», ma ora sta crescendo l’allerta per l’arrivo di Irma: una tempesta che potrebbe abbattersi sui Caraibi la settimana prossima ed è stato classificato nella -categoria 2 (su 5) sulla scala Saffir-Simpson.

Harvey, sos centrale chimica

I riflessi sul petrolio
I danni da Harvey si fanno sentire anche sull’attività delle raffinerie di Texas e Louisiana, con riflessi immediati sui prezzi dell’energia. Il disastro ha portato all’arresto di un quarto della capacità di raffinazione del mercato degli Stati Uniti, pari a 4,4 milioni di barili persi al giorno. Il Governo Usa pianifica di fornire un milione di barili di greggio dallo Strategic Petroleum Reserve (una riserva di petrolio d’emergenza nazionale) a un impianto sulla costa del Golfo del Messico. Sarebbe il primo intervento di questo genere negli ultimi cinque anni. Il Wti (West Texas Intermediate, il banchmark dei prezzi del barile negli Stati Uniti) è scivolato nell’ultima settimana dai 47,8 dollari a minimi di 45,96 dollari, mentre l’europeo Brent ha iniziato la seduta di oggi perdendo oltre 40 centesimi.

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