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la crisi nucleare

Usa: la Corea del Nord ci implora di fare la guerra. Putin: sanzioni inutili

  • – di Redazione Online
Il Consiglio di sicurezza Onu oggi a New York. Al centro l’americana Nikky Haley
Il Consiglio di sicurezza Onu oggi a New York. Al centro l’americana Nikky Haley

Con il test nucleare del 3 settembre, «la Corea del Nord ci implora di farle la guerra». Così Nikky Haley, ambasciatrice americana all’Onu, impostava ieri la linea americana al Consiglio di sicurezza Onu il giorno dopo il test nucleare sotterraneo di Kim Jong-un che ha provocato un terremoto di magnitudo 6,3. Gli Stati Uniti hanno quindi chiesto le sanzioni più pesanti di sempre con una risoluzione che dovrebbe essere presentata in settimana e discussa quella dopo. il presidente russo Putin interviene oggi per sconfessare questa impostazione e definisce la strada delle sanzioni «inutili», i nordcoreani - ha proseguito il leader russo - «mangerebbero erba piuttosto che rinunciare al programma nucleare».

«È il test nucleare più potente mai realizzato in passato», confermava il sottosegretario generale alle Nazioni Unite Jeffrey Feltman. Con queste premesse ieri il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che sottolinea «le gravi violazioni» delle risoluzioni Onu e dei trattati internazionali di cui si è reso colpevole il regime di Pyongang. Qui in basso il tweet di ieri del presidente Trump.

Naturalmente i più decisi a condannare il test nucleare sono gli Stati Uniti: Dopo il lancio del missile finito nel Mar del Giappone, Haley aveva detto «qualcosa deve accadere». Oggi alla riunione del Consiglio di Sicurezza la stessa Haley chiede che le nuove sanzioni ai nordcoreani «siano le più pesanti mai imposte», annuncia una nuova risoluzione contro la Nord Corea, che sarà presentata entro questa settimana e votata la prossima. Haley, che indiscrezioni vorrebbero presto al Dipartimento di Stato al posto di Rex Tillerson, dice che la Nord Corea «ci sta pregando di fare la guerra», chiede di finirla con le «mezze misure». Francia e Gran Bretagna sono d’accordo con gli americani sulla necessità di nuove sanzioni. Linea che è anche quella italiana, espressa dal Rappresentante permanente all'Onu, Sebastiano Cardi.

La Sud Corea, il Paese più direttamente interessato dalle minacce dei nordcoreani, chiede nello specifico di bloccare tutti i fondi al regime di Kim Jong-un: il suo rappresentante all’Onu auspica «una nuova risoluzione con nuove misure più dure che siano proporzionate al livello e alla portata della gravissima minaccia posta da Pyongyang».

In questa lunga crisi, che è ormai «globale» come sancisce oggi un titolo del New York Times, i cinesi hanno finora avuto un ruolo ambiguo: nessuno riesce a stabilire con assoluta certezza se manovrano o subiscono l’alleato nordcoreano o se più verosimilmente le manovre sono ora sfuggite al controllo di Pechino. Oggi alle Nazioni Unite, l’inviato di Pechino chiede ai nordcoreani di non ripetere azioni simili «che sono sbagliate, peggiorano la situazione e non sono in linea con i loro stessi interessi»; chiedono infine di tornare al dialogo.

Formalmente dunque i cinesi condannano, ma agli americani non basta. Haley giudica le proposte cinesi «offensive».

Intanto Washington dà un preciso segnale all’alleato sudcoreano. Corea del Sud e Stati Uniti hanno concordato di rimuovere il limite di carico alle testate per i missili di Seul: è l'intesa raggiunta nella telefonata tenuta in serata tra i presidenti Moon Jae-in e Donald Trump, diffusa dalla Blue House. La mossa, una spinta agli armamenti, vuole aiutare Seul a far crescere le capacità di difesa viste le provocazioni della Corea del Nord. In base all'accordo già rivisto tra i due alleati nel 2012, il Sud poteva sviluppare missili con un raggio fino a 800 km e potenza di carico fino a 500 kg.

In serata telefonata Trump-Merkel. Bisogna aumentare la pressione internazionale sulla Corea del Nord e il consiglio di sicurezza dell'Onu deve ratificare velocemente nuove e più forti sanzioni, si sono detti i due leader secondo quanto comunicato dal portavoce della cancelliera, Steffen Seibert, in una nota. Merkel ha ribadito che «obiettivo resta una soluzione pacifica», e ha affermato che la Germania «si impegnerà in Europa perché in Ue vi siano sanzioni contro la Corea del nord». «Tutte le opzioni per affrontare la minaccia della Corea del Nord sono sul tavolo», ha ribadito il presidente Usa.

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