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Corte Ue: da rifare la causa sulla maxi multa a Intel

la sanzione per abuso di posizione dominante

Corte Ue: da rifare la causa sulla maxi multa a Intel

  • –dal nostro corrispondente

BRUXELLES - La Corte europea di Giustizia ha deciso oggi in Lussemburgo che il ricorso della società americana Intel contro una multa di 1,06 miliardi di euro inflittale nel 2009 dalla Commissione europea dovrà essere riesiminata dal tribunale comunitario. Secondo la magistratura europea, il tribunale, organismo di primo grado, deve esaminare «gli argomenti presentati da Intel». La decisione giunge mentre Bruxelles sta gestendo numerosi dossier contro aziende americane.

La vicenda risale a quasi dieci anni fa. Nel 2009, la Commissione aveva comminato a Intel una multa per posizione dominante. La società americana aveva fatto ricorso e il 12 giugno 2014 il tribunale comunitario di prima istanza aveva dato ragione all'esecutivo comunitario su tutti i fronti, confermando l'ammenda di 1,06 miliardi di euro. Intel aveva però fatto nuovamente ricorso, sostenendo la necessità di esaminare «l'insieme delle circostanze pertinenti».

Rinviando oggi la vicenda dinanzi al tribunale, la Corte ha dato ragione a Intel. Nel 2009, la società americana deteneva, secondo la Commissione, almeno il 70% del mercato dei microprocessori x86. Bruxelles l'aveva quindi accusata di avere abusato della sua posizione dominante tra il 2002 e il 2007, scalzando volutamente dal mercato AMD, il suo unico concorrente. Sempre secondo Bruxelles, la strategia di Intenl prevedeva sconti ai principali produttori di computer.

Multe record dell'Antitrust Ue

La società avrebbe anche pagato i produttori di computer perché frenassero la commercializzazione dei prodotti dodati di chip concorrenti e la catena di negozi Media-Saturn perché vendesse esclusivamente computer dotati dei suoi microprocessori. Nel 2009, la multa comminata a Intel era storicamente la più elevata mai inflitta. Oggi è stata superata da quella imposta a Google (2,42 miliardi di euro) per avere favorito il suo servizio di confronto dei prezzi su Internet (si veda Il Sole/24 Ore del 28 giugno).

La Commissione sta gestendo in questi anni numerosi dossier nei confronti di grandi aziende americane: da Facebook a Google, da Starbucks ad Apple fino ad Amazon. L'obiettivo dell'esecutivo comunitario è di garantire la libera concorrenza o di punire eventuali illegittimi aiuti di Stato. La strategia della commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager ha indotto gli Stati Uniti a protestare, rimproverando Bruxelles di perseguire ingiustamente i giganti americani.

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