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Meno tasse per le famiglie, aliquote più alte per i ricchi: a confronto i piani economici di Cdu e Spd

Angela Merkel e Martin Schulz
Angela Merkel e Martin Schulz

Riduzione delle tasse, soprattutto alle famiglie, aumento degli assegni per i figli. La Cdu di Angela Merkel punta su fisco e welfare per sedurre l’elettorato e ottenere il 24 settembre un quarto mandato. Il rivale dell’Spd Martin Schulz, invece, pur volendo alzare il reddito per l’aliquota massima, intende portarla dal 42 al 45 per cento e offre bonus consistenti alle famiglie per acquistare casa. E crede molto negli investimenti in infrastrutture. Entrambi i partiti promettono di eliminare gradualmente la tassa di solidarietà a favore dei Länder dell’Est. Sfide possibili solo nella campagna elettorale di un Paese con i bilanci in surplus.

Imposte, assegni, bonus bebè nel piano Cdu-Csu....
È il capitolo più interessante del confronto elettorale. Il manifesto dei cristianodemocratici offre un pacchetto allettante per le famiglie tedesche, già aiutate da sconti, deduzioni e assegni di tutto rispetto. Il reddito per applicare l’aliquita massima dovrebbe alzarsi, secondo il programma Cdu-Csu, dagli attuali 52mila a 60mila euro. L’aliquota più elevata verrebbe portata al 45% ma soltanto per i redditi molto alti, oltre i 232mila euro. Dal 2020, inoltre, comincerebbe una graduale eliminazione dell’imposta di solidarietà: si tratta di un tributo aggiuntivo del 5,5% sui redditi introdotto all’indomani della riunificazione per finanziare lo sviluppo degli Stati orientali. Fino alla totale eliminazione della tassa entro il 2030.

L’assegno per i figli - Kindergeld in tedesco, concesso senza distinzioni di reddito - dovrebbe passare, nei piani della Cdu, dagli attuali 192 euro mensili a bambino a 217. In più, la detrazione fiscale per i figli a carico verrebbe aumentata da 7.356 euro a 8.820 euro. Infine, le famiglie che affrontano l’acquisto della prima casa potrebbero contare su un beneficio extra di 1.200 euro all’anno per ogni bambino.

....e in quello Spd
“Piove sul bagnato” hanno più o meno commentato alcuni esponenti della Spd quando Merkel e Horst Seehofer (della formazione bavarese Csu, alleata storica della Cdu) hanno presentato il manifesto a luglio, criticando le proposte perché favorirebbero soprattutto le famiglie abbienti.

Il piano concorrente dei socialdemocratici prevede un innalzamento più generoso del limite di reddito per l’aliquota massima: 76mila euro. Poi, però, la tassazione si impennerebbe dal 42 al 45 per cento. Il sistema fiscale tedesco, che diversifica gli scaglioni delle imposte tra single e coppie, farebbe in modo che per via delle detrazioni negli scaglioni più bassi, di fatto le tasse pagate aumenterebbero - nel caso di un single - soltanto dagli 80mila euro in poi. Producendo un gettito aggiuntivo di circa quattro miliardi di euro annui.

È in particolare sull’acquisto della prima casa che la Spd ci tiene a differenziare il suo programma dopo aver accusato la rivale Cdu di non raggiungere chi davvero ha bisogno di aiuto per comprare un appartamento (in Germania il tasso di proprietà è abbastanza basso, pari al 51 per cento). Alle famiglie con un solo figlio, dunque, i socialdemocratici vorrebbero elargire - se premiati nelle urne - ben 8mila euro per comprare casa o costruirla. Per ogni figlio oltre il primo, alle famiglie andrebbero altri 6mila euro.

I costi dei due piani fiscali
L’insieme delle riduzioni di imposte proposte da Angela Merkel - sottolinea Martin Beznoska, analista dell’Institut der deutschen Wirtschaft di Colonia - vale circa 23 miliardi di euro il primo anno. Ai quali vanno aggiunti 8 miliardi per l’abolizione dell’imposta sull’acquisto degli immobili e i bonus per comprare casa. Inoltre, il programma di Merkel e del suo ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble punta ad aumentare le esenzioni fiscali concesse alle imprese per le spese in R&D per un totale annuo di due miliardi di euro. Più modesti i risparmi di imposte proposti dai socialdemocratici: 10 miliardi circa più cinque miliardi per una sorta di “bonus bebè” (deduzione aggiuntiva per figli a carico).

Investimenti, la Spd primeggia

Sia la Cdu che la Spd prevedono, nei propri programmi economici, investimenti in infrastrutture, da quelle digitali all’istruzione. Lo scandalo delle emissioni truccate di Volkswagen ha poi reso particolarmente urgente, per i due partiti che hanno governato dal 2013 in Grande Coalizione, mostrare attenzione alla qualità dell’aria e promettere interventi - costosi - per migliorare la situazione dell’inquinamento. Ma anche le infrastrutture hanno bisogno di ammodernamento, e da tempo, in Germania. La spesa per edifici pubblici, trasporti e sanità è diventata il cavallo di battaglia dei socialdemocratici: 30 miliardi aggiuntivi, nei prossimi quattro anni, per strade, ferrovie, scuole e ospedali. E un impegno. Rendere obbligatorio investire in infrastrutture i futuri surplus di bilancio che, se la Germania continuerà a crescere come in questi anni, saranno somme di tutto rispetto. L’anno scorso il Paese ha messo a segno un surplus di 23,7 miliardi di euro. La Cdu, invece, si limita a perorare un aumento degli investimenti in R&D (attraverso deduzioni fiscali) per portarli al 3,5% del Pil dall’attuale 3 per cento. Inoltre il partito di Merkel vorrebbe aumentare le spese per la difesa dall’1,2% circa di oggi (37 miliardi di euro) al 2 per cento, come promesso peraltro alla Nato.

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