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Nord Corea, quei missili e spie «eredità» dell’Unione…

i traffici fra ucraina e pyongyang

Nord Corea, quei missili e spie «eredità» dell’Unione Sovietica

Sito nucleare nordcoreano
Sito nucleare nordcoreano

Il più vecchio ha cinquant'anni, è magro, parla coreano con un forte accento russo. Il più giovane è un tecnico. X5 e X32 sono i loro nomi in codice negli atti del tribunale. Dal 2011 scontano una condanna di otto anni per spionaggio in un carcere a 140 chilometri da Kiev, usciranno nel 2018. Le uniche due spie nordcoreane in carcere in Ucraina sono arrestate sei anni fa mentre cercano di carpire segreti militari, in particolare vogliono sapere tutto sui missili. Uniche perché altri nordcoreani sono sorpresi a spiare i segreti militari, nel 2016 Kiev li caccia tutti.

Nel 2012, un anno dopo l'arresto, X5 e X32 vengono processati, si mette agli atti che cercano informazioni su «missile balistici, sistemi missilistici, costruzione di missili, motori per razzi vettore, celle solari, serbatoi a svuotamento rapido». La lista è ancora più lunga e dà l'idea di due emissari di un regime che devono sapere il più possibile dell'ex Paese laboratorio militare dell'Unione Sovietica, la Silicon Valley dell’industria aeronautica del vecchio Pcus con la Antonov come gioiello.

X5 e X32 cercano qualsiasi cosa, anche informazioni su un missile messo al bando dal trattato Start II firmato da Stati Uniti e Russia che l’Ucraina smette di produrre nel 1995.

Se questo processo è stato accurato come il racconto della loro storia, tirata di nuovo fuori a fine agosto da reporter di Cnn che visitano le spie in carcere, negli ultimi sei anni la Nord Corea ha fatto progressi militari impressionanti.

In questi ultimi mesi il regime nordcoreano ha mostrato al mondo missili balistici a medio e lungo raggio, test nucleari di potenza mai sperimentata in passato, le ricerche dei due agenti in missione in Ucraina sembrano così preistoria ma è solo il 2011. Come sembrano passato remoto quei test nordcoreani che un tempo puntualmente fallivano un po’ perché fatti in casa un po’ per i sabotaggi dell’intelligence americana.

Nonostante un funzionario ucraino assicuri a Cnn che i due non hanno rubato alcun segreto utile a minacciare il mondo con il nucleare, i due qualcosa spiano e fotografano, nei video sgranati in cui vengono ripresi definiscono questo qualcosa «segreto».

A fine agosto il più anziano X5 confessa a Cnn di aver ammesso in parte la sua colpevolezza, vorrebbe tornare dalla sua famiglia in Nord Corea che non vede da quando è stato arrestato nel 2011. Dorme in una cella con altre sette persone, lavora in carcere. Il più giovane X32 non confessa nulla, ha una cella più comoda, non parla con i giornalisti americani. I due hanno chiesto di essere estradati e continuare la loro detenzione in Nord Corea, il governo ucraino ha ovviamente detto no. Un viceministro di Kiev assicura che i due sono forti, ben addestrati, sanno affrontare bene il fatto di essere in isolamento in un paese straniero diverso per cultura e cibo persino. Non è detto che fra un anno saranno accolti in patria da eroi, aggiunge il viceministro, perché la missione non ha certo avuto successo.

Negli stessi giorni in cui Cnn riporta a galla la storia delle spie, il Consiglio nazionale di Sicurezza dell'Onu svela in un report che negli ultimi sei mesi sono state intercettate due navi cariche di armi chimiche dirette dalla Nord Corea in Siria. Scambi di cortesie fra «Stati canaglia» che stupiscono meno del mercato nero di missili fra Ucraina e Nord Corea. Il regime di Kim Jong Un ha comprato missili dagli ucraini - affermava in uno studio Michael Elleman, analista dell’International Institute for Strategic Studies a metà agosto, mese in cui si susseguono notizie da cui si desume che questa indecifrabile Nord Corea tanto isolata non è. Il 9 settembre un report Onu ha mosso accuse a nove Paesi africani - Tanzania, Uganda, Angola, the Democratic Republic of Congo, Eritrea, Mozambique, Namibia, Benin, Botswana, Mali, Zimbabwe - tutti colpevoli di cooperazione militare con la Nord Corea.

In un articolo del New York Times, Elleman nota anche che il presidente Trump sbaglia a individuare la Cina come unico Paese che ha dato aiuti economici e know how tecnologico a Pyongyang.

Il presidente americano, sostiene Elleman, non ha mai citato Ucraina e Russia, nonostante l’8 agosto scorso, dopo che sono stati chiari i progressi di Pyongyang sui missili intercontinentali (acronimo ICBM), il segretario di Stato Rex Tillerson si sia indirettamente riferito sia a Cina sia alla Russia «come principali Paesi che hanno dato l’aiuto economico decisivo» allo sviluppo dei missili a lungo raggio di Kim il Giovane. Fa un certo effetto leggere che in base alle foto scattate sui siti militari nordcoreani, gli analisti americani citati dal New York Times concludono che i modelli a razzo nordcoreani sono gli stessi della vecchia flotta missilistica sovietica. Armi potentissime che venivano prodotte solo in alcuni siti militari, come quello di Dnipro, città ucraina in cui nel 1944 venne fondata la Yuzhmash, industria aerospaziale di Stato ancora in attività che produceva i più letali missili nucleari dell’arsenale sovietico, fra cui i terribili Satan.

«È probabile che i motori nordcoreani siano stati importati illegamente dall’Ucraina - dice Elleman in un’intervista -. La vera domanda è quanti e se l’Ucraina li ha aiutati». L’Ucraina intanto ha fatto la sua rivoluzione, non è più nell’orbita russa dal 2014 quando la rivolta del Maidan depone Viktor Yanukovych, presidente fedele a Putin.

Le due spie nordcoreane X5 e X32 sono processate e condannate da un sicuro alleato russo e saranno scarcerati in un’Ucraina a cui il segretario della Difesa americano James Mattis ha di nuovo assicurato appoggio militare non più di dieci giorni fa. Forse non il più vecchio, sicuramente il più giovane X fa parte di «una generazione di spie che non ha memoria della Guerra Fredda», premessa di «A legacy of spies» nuovo libro di John Le Carré che esce oggi in America.

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