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Usa, accordo trimestrale su aumento del tetto sul debito

disinnescata una possibile “bomba” finanziaria

Usa, accordo trimestrale su aumento del tetto sul debito

(Afp)
(Afp)

New York - Accordo fatto, almeno temporaneamente, sul tetto del debito e sul budget degli Stati Uniti. La Casa Bianca e i leader del Congresso, opposizione democratica compresa, hanno disinnescato ieri una potenziale “bomba” che teneva in allarme i mercati finanziari. Gli spettri gemelli di default e d'una parziale paralisi del governo in assenza di intese che innalzassero l'autorità del Tesoro a indebitarsi e stanziassero fondi per le attività non essenziali dell'apparato federale. Le scadenze per entrambi erano a fine settembre, con Washington che si sarebbe scontrata con il “debt ceiling” e con la conclusione dell'anno fiscale.

Il compromesso durerà tre mesi, con una sospensione del tetto sull'indebitamento fino al 15 dicembre e una cosiddetta “continuing resolution” che garantirà per lo stesso periodo anche un'estensione ai livelli attuali dei fondi per l'amministrazione. Entro allora saranno però necessarie intese più ampie, pena nuove e gravi impasse. In anni recenti, serrate dell'amministrazione e soprattutto dubbi sull'esito di battaglie parlamentari sul debito istigate dalle correnti più conservatrici erano costate care alla credibilità del Paese, compresa la perdita della tripla A di Standard & Poor's sui titoli sovrani nel 2011.

La spinta decisiva a dichiarare una tregua - tra Donald Trump, maggioranza repubblicana e minoranza democratica finora spesso ai ferri corti e incapaci di produrre legislazioni significative sul terreno economico - è arrivata da un'emergenza: gli aiuti federali in risposta all'uragano Harvey. La proroga di tre mesi è stata annunciata assieme all'approvazione da parte della Camera, con 419 voti contro 3, di una tranche di soccorsi da quasi otto miliardi.

L'idea del rinvio di tre mesi per scongiurare crisi è stata caldeggiata dai democratici e accolta dal Presidente Donald Trump che ha ignorato le resistenze nei ranghi repubblicani. Lo speaker della Camera Paul Ryan aveva poche ore prima definito l'opzione come «ridicola» e «improponibile». I repubblicani e lo stesso Segretario al Tesoro Steven Mnuchin avevano insistito fino all'ultimo per arrivare subito a un'estensione del debt ceiling di almeno 18 mesi, per coprire le elezioni di metà mandato dell'anno prossimo. Trump ha invece accettato la più limitata proposta democratica e confermato l'accordo subito dopo un incontro con i leader congressuali. «Essenzialmente abbiamo raggiunto un'intesa - ha detto - Il pacchetto sarà molto positivo».

Gli esponenti democratici hanno anche espresso la convinzione che intese, con Trump e i repubblicani, siano possibili in futuro. «Le parti hanno intenzione di evitare default a dicembre e sono impegnate a lavorare assieme sulle molte sfide davanti a noi», hanno affermato i capogruppo di minoranza alla Camera e al Senato Nancy Pelosi e Chuck Schumer. Nell'agenda del Congresso quest'autunno ci sono altri grandi e difficili temi economici, tra cui una riforma delle tasse aziendali e per le famiglie.

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