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Isabel, italiana in fuga da Miami Beach: «Alberghi completi, benzina esaurita»

Scorte di benzina, a Miami, prima di lasciare la città  (AP Photo/Alan Diaz )
Scorte di benzina, a Miami, prima di lasciare la città (AP Photo/Alan Diaz )

Per fortuna solo un mese fa ha comprato un’automobile, così quando c’è stato l’ordine di evacuazione, è potuta fuggire da Miami Beach nonostante il tutto esaurito sui voli. Isabel Larsen, mantovana di 24 anni, una laurea presa a dicembre alla Miami Dade University, ha lasciato giovedì l’appartamento di Miami Beach dove vive da cinque anni. Inutile la ricerca di un posto in aereo, i voli erano tutti pieni. E ben 4mila voli, a rischio di trovarsi sulla traiettoria di Irma, sono stati cancellati nel pomeriggio di giovedì.

Trovare una destinazione non è stato semplice. Gli alberghi nelle località della Florida lontani dal percorso dell’uragano, sono tutti al completo. Dopo un giorno di affannosa ricerca, giovedì pomeriggio Isabel è riuscita finalmente a caricare in auto i suoi due gatti e con due amiche, un’americana e un’italiana che si trovava in vacanza a Miami, si è diretta in Alabama dove la madre, dall’Italia, è riuscita a prenotare una camera d’hotel a Gulf Shores.

«Ora siamo a Orlando - racconta la ragazza - abbiamo viaggiato per sette ore. Avremmo preferito non proseguire fino in Alabama perché è troppo lontana, altre sei-sette ore d’auto. Senza contare il traffico, ci sono ingorghi ovunque e rischiamo di dover guidare per oltre quindici ore quando torneremo, forse già lunedì». Non allontanarsi troppo dalle proprie abitazioni, in vista del ritorno, è la principale preoccupazione delle centinaia di migliaia di persone che sono costrette a fuggire dall’uragano. Ma Isabel ha dovuto abbandonare l’idea di dirigersi a Tampa: «Non abbiamo trovato niente per dormire» dice. Dunque non resta che proseguire il viaggio verso Gulf Shores, sperando di non esaurire la benzina. «Abbiamo trovato i distributori chiusi perché senza carburante - racconta - per strada c’erano i militari a distribuire taniche di benzina». E anche a garantire l’ordine. «C’era molto nervosismo ieri pomeriggio a Miami, abbiamo assistito a litigi accesi, persone arrabbiate e impaurite, poi in serata la città era deserta».

Dalle autorità non è arrivata alcuna indicazione su cosa fare e dove dirigersi. L’evacuazione è una questione di auto-organizzazione. Sono stati distribuiti sacchi di sabbia per proteggere le abitazioni dall’acqua: «Li abbiamo presi dai vigili del fuoco rimanendo in coda per cinque ore» dice Isabel. Per cercare di difendere il pavimento in legno dell’appartamento la giovane ha usato asciugamani. Intanto online teneva d’occhio l’aggiornamento sulla traiettoria di Irma, l’uragano dagli effetti «nucleari» come ha detto il sindaco di Miami Beach, la tempesta con venti a 250 chilometri orari che rischia di trasformarsi in un dramma per la Florida. «Ho paura, sì - afferma la giovane - ho paura della furia dell’uragano, e anche di quello che potrebbe accadere alla mia casa».

La forza devastante degli eventi naturali non è una novità per lei che il 26 dicembre 2004, a soli dieci anni, si trovava su una spiaggia delle Maldive quando arrivò lo tsunami. Venne trascinata dall’onda, riuscì ad aggrapparsi a un albero e a urlare forte finché il fratello, di quattro anni più grande, la mise in salvo.

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