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Compromesso Usa-Cina per isolare Kim

La risoluzione Onu

Compromesso Usa-Cina per isolare Kim

(Ap)
(Ap)

New York - Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato all'unanimita' nuove sanzioni contro la Corea del Nord volute dagli Stati Uniti in risposta all'ultimo test nucleare di Pyongyang, forse di una bomba all'idrogeno, e ai suoi missili balistici sempre piu' sofisticati. Il pacchetto di ritorsioni, seppur piu' duro che in passato, e' stato pero' ammorbidito rispetto alle iniziali richieste americane, evitando soprattutto un totale embargo petrolifero.

Il compromesso finale e' stato il frutto di negoziati con la Cina, il principale partner economico di Pyongyang preoccupato di non destabilizzare la nazione. La Russia aveva a sua volta resistito escalation e invitato a soluzioni politiche della crisi.

L'ambasciatore statunitense all'Onu, Nikki Haley, ha affermato che nonostante la rinuncia ai giri di vite piu' ambiziosi la decisione si fara' sentire a Pyingyang: provochera' un taglio del 30% nel carburante a sua disposizione. “Oggi diciamo che il mondo non accettera' mai una Corea del Nord con armi atomiche”, ha dichiarato subito dopo il voto del Consiglio.

La risoluzione di fatto congela le attuali importazioni nordcoreane di greggio ai livelli stimati dall'Onu negli ultimi dodici mesi, circa 4 milioni di barili in arrivo soprattutto da Pechino. L'import di derivati del petrolio viene fermato a 2 milioni di barili l'anno, forse una riduzione del 10% rispetto ad oggi. Anche se funzionari statunitensi ritengono che questo taglio potrebbe avvicinarsi al 50% dei livelli reali.

Il testo approvato non prevede inoltre il blocco degli asset internazionali di Kim Jong-un e del suo regime. E manca di acconsentire al ricorso alla forza per abbordare e ispezionare otto vascelli in passato scoperti in flagrante violazione delle sanzioni del Palazzo di Vetro. Entrambe erano state richieste statunitensi.

La decisione unanime dell'Onu prende invece pesantemente di mira importanti fonti di valuta estera per Pyongyang quali l'export di tessile e le rimesse dei lavoratori nordcoreani all'estero. I prodotti tessili del Paese vengono messi del tutto al bando, paralizzando entrate per oltre 752 milioni l'anno, un quarto delle esportazioni di merci. Assieme a precedenti divieti, Washington stima che adesso verra' fermato il 90% dell'export nordcoreano. Il mancato rinnovo di permessi di lavoro per 93.000 nordcoreani fuori dai confini dovrebbe costare al regime altri 500 milioni l'anno.

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