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La procura spagnola ordina di sequestrare le urne del referendum catalano

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La procura spagnola ordina di sequestrare le urne del referendum catalano

Nuovo stop della Corte costituzionale spagnola al referendum per la “scissione” della Catalogna dalla Spagna mentre il livello dello scontro tra la giunta autonomista di Barcellona e il governo di Madrid si alza: la procura spagnola ha ordinato oggi alla polizia catalana, i Mossos d’Esquadra, di sequestrare le urne e qualsiasi materiale destinato alla tenuta del referendum di autodeterminazione del 1° ottobre. L’ordine è stato consegnato al capo della polizia catalana e ai comandanti in Catalogna della Guardia Civil e della polizia nazionale.

La Corte costituzionale dopo avere bocciato la convocazione del referendum e la legge che l’ha resa possibile, ha anche sospeso, oggi, la cosiddetta legge di “scissione” dalla Spagna, adottata la scorsa settimana dal Parlamento di Barcellona nell’ipotesi che vincesse il “sì” al referendum. Ma il presidente catalano Carles Puigdemont ha già fatto sapere che andrà avanti.

Scontro Spagna-Catalogna per il referendum sull'indipendenza

La legge sulla “transizione giuridica e la fondazione della Repubblica” deve entrare in vigore il 2 ottobre, se il fronte indipendentista vincerà il referendum di autodeterminazione, e delineare il quadro giuridico della transizione fino alla creazione del nuovo stato indipendente. Il tribunale costituzionale, su richiesta del governo spagnolo, ha già sospeso negli ultimi giorni altre 4 normative separatiste adottate dal Parlamento e dal Governo di Barcellona.
La procura spagnola ha denunciato per disobbedienza, abuso di potere e presunta malversazione di danaro pubblico il presidente Puigdemont, i suoi ministri e la presidente del “Parlament” Carme Forcadell, che rischiano fino a sei anni di carcere.

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