Mondo

Onu, sanzioni unanimi contro Pyongyang

MA NIENTE embargo sul petrolio

Onu, sanzioni unanimi contro Pyongyang

(Epa)
(Epa)

Via libera alle più pesanti sanzioni mai varate contro Pyongyang. La risoluzione votata dal Consiglio di sicurezza dell'Onu sulle nuove sanzioni internazionali alla Corea del Nord e' stata annacquata rispetto agli intenti originari degli Stati Uniti per poter raggiungere l'unanimità dei 15 membri, ma rappresenta comunque un pesante giro di vite contro il regime di Kim Jong Un a una settimana dal test nucleare che ha allarmato il mondo.

Anche Cina e Russia hanno votato a favore delle nuove penalità, che si propongono sei obiettivi che nel complesso dovrebbero privare il regime di proventi annuali per oltre 1,3 miliardi di dollari: tagliare l'import di petrolio e prodotti petroliferi, vietare le esportazioni di prodotti tessili, contrastare il contrabbando, metter fine a nuovi contratti per lavoratori nordcoreani all'estero e a joint venture con altre nazioni e sanzionare specificamente esponenti del regime (come il ministro della Difesa Pak Yong Sik, sottoposto a congelamento di aste e divieto di viaggi). Inizialmente, gli Usa avrebbero voluto un embargo totale sul petrolio e sanzioni specifiche sullo stesso leader Kim Jong Un. Si tratta della nona volta che l'Onu impone sanzioni internazionali, a partire dal 2006 quando Pyongyang effettuo' il suo primo test atomico.

Non è stato dunque approvato un embargo totale sul petrolio (il divieto e' stato introdotto per i gas liquidi), ma per la prima volta sono state varate misure che porteranno a un calo del 30% dell'import totale, tagliando oltre il 55% dell'import di prodotti raffinati, ai quali e' stato imposto un tetto di 2 milioni di barili annui. L'export di greggio verso il Nord non potrà' superare il livello dei precedenti 12 mesi. Il bando totale alle esportazioni di prodotti tessili annullerà una ampia fonte di proventi per il regime, che l'anno scorso sarebbero ammontati a circa 760 milioni di dollari. Ispezioni di navi in alto mare potranno essere effettuate (con il consenso del Paese di bandiera della nave) se ci sia i sospetto che trasportino merci proibite.

«Oggi possiamo dire che il mondo non accetterà mai una Corea del Nord dotata di armamenti nucleari e oggi il Consiglio di Sicurezza sta affermando che se il regime nordcoreano non arresta il suo programma nucleare, agiremo noi per fermarlo», ha dichiarato l'ambasciatrice Usa all'Onu Nikki Haley. Alla vigilia del voto, Pyongyang ha dichiarato come “difensive” tutte le misure intraprese e ha avvertito che gli Usa dovranno pagare «il dovuto prezzo» per la loro promozione delle più aspre sanzioni mai imposte a Pyongyang, che gia' erano state rafforzate il 5 agosto scorso dopo il lancio di due missili intercontinentali.
“Assieme alle precedenti risoluzioni, ora oltre il 90% delle esportazioni nordcoreane pubblicamente rese note per il 2016 sono proibite”, ha sottolineato una dichiarazione della missione Usa all'Onu.

I governi di Giappone e Corea del Sud hanno salutato con favore la nuova risoluzione votata all'unanimità dal Consiglio, sottolineando l'importanza di un approccio comune della comunità internazionale. I mercati finanziari asiatici hanno aperto oggi con una tendenza decisamente positiva, anche sulla scia del precedente record a Wall Street.

© Riproduzione riservata