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Yellen in corsa per la riconferma alla Fed. Mnuchin: «Ha…

LA SUCCESSIONE ALLA FEDERAL RESERVE

Yellen in corsa per la riconferma alla Fed. Mnuchin: «Ha talento»

Il segretario Usa al Tesoro Steve Mnuchin con Ivanka Trump (Afp)
Il segretario Usa al Tesoro Steve Mnuchin con Ivanka Trump (Afp)

NEW YORK - Il Segretario al Tesoro Steve Mnuchin, in un discorso ad ampio raggio su tematiche domestiche e internazionali, ha dato nuovo credito all'ipotesi che Donald Trump sia disposto a considerare una riconferma di Janet Yellen alla guida della Federal Reserve, definendola un leader di “talento”. Anche se ha tenuto coperte le carte dell'amministrazione, indicando che con lei per la poltrona della Banca centrale sono in gioco «numerosi altri grandi candidati».

Monito alla Cina
Sul fronte internazionale, Mnuchin ha lanciato un avvertimento alla Cina minacciando ritorsioni se non applicherà a dovere la nuova risoluzione votata all'unanimtà dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite contro la Corea del Nord. «Metteremo addizionali sanzioni e impediremo loro di accedere al mercato statunitense e internazionale in dollari», ha dichiarato. Mentre su quello della politica economica interna ha promesso agli americani che un'ambiziosa riforma delle tasse, con significativi tagli alle aliquote aziendali e individuali, è oggi una «priorità assoluta» della Casa Bianca, vedrà la luce entro fine anno e potrebbe avere valore retroattivo a partire dal primo gennaio.
Mnuchin ha salutato i continui rialzi della Borsa leggendoli proprio come un segnale della “fiducia” degli investitori nei disegni fiscali del governo. Dalle elezioni dello scorso novembre l'indice S&P 500 ha guadagnato circa il 16%, pari a duemila miliardi di dollari di capitalizzazione complessiva del mercato.

Possibili tagli fiscali retroattivi
L'amministrazione è adesso “super-concentrata” sul traguardo delle tasse, ha assicurato il Segretario al Tesoro, all'indomani del compromesso raggiunto con la minoranza democratica in Congresso sulla sospensione del tetto del debito e sul finanziamento del budget per un periodo di tre mesi che ha evitato i rischi di imminenti default e crisi e dato tempo all'azione legislativa. L'entrata in vigore retroattiva degli sgravi fiscali viene «attivamente considerata» e «sarebbe un grande sostegno per l'economia», ha aggiunto Mnuchin intervenendo al convegno Delivering Alpha organizzato dalla rete televisiva CNBC e dalla rivista Institutional Investor.

Difficile ridurre l’aliquota fiscale sulle imprese al 15%
Mnuchin ha tuttavia sfoggiato anche pragmatismo sui risultati: ha ammesso che l'obiettivo di un drastico taglio dell'aliquota aziendale dal 35% al 15% sarà «difficile» da ottenere, anche se è l'opzione preferita dal presidente Donald Trump. L'essenziale, ha aggiunto, è ridurre gli oneri a livelli “competitivi” nel quadro globale. Audizioni al Senato sulla riforma delle imposte scatteranno giovedi' e Trump ha già effettuato una coppia di comizi nel Paese a difesa del progetto, nonostante manchi ancora una concreta proposta di legge. Accanto alle tasse aziendali, uno dei nodi più complessi riguarda l'idea di eliminare popolari deduzioni per le famiglie, quali quelle degli importi stati e locali dal conto federale, per compensare la caduta delle aliquote.

Il ministro, sulla questione scottante del futuro vertice della Fed, ha ribadito che Yellen, è in lizza per una riconferma alla fine del suo mandato il prossimo febbraio. Di recente è caduto in disgrazia quello che era considerato il suo piu' probabile successore, il consigliere economico della Casa Bianca ed ex numero due di Goldman Sachs Gary Cohn, colpevole di aver criticato la debole risposta di Trump alle manifestazione violente di suprematisti bianchi e neonazisti a Charlottesville.

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