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Così Madrid blinda il voto catalano

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Così Madrid blinda il voto catalano

  • –Vittorio Da Rold

Ancora un cartellino rosso della Corte costituzionale spagnola al referendum per la “scissione” della Catalogna dalla Spagna mentre il livello dello scontro tra la giunta autonomista di Barcellona e il governo centrale di Madrid si alza: la procura spagnola ha ordinato ieri alla polizia catalana, i Mossos d’Esquadra, di sequestrare le urne e qualsiasi materiale destinato alla tenuta del referendum di autodeterminazione del 1° ottobre. L’ordine è stato consegnato al capo della polizia catalana e ai comandanti in Catalogna della Guardia Civil e della polizia nazionale.

La Corte costituzionale non ha perso tempo e dopo avere bocciato la convocazione del referendum e la legge che l’ha resa possibile, ha anche sospeso, ieri, la cosiddetta legge di “scissione” dalla Spagna, adottata la scorsa settimana dal Parlamento di Barcellona nell’ipotesi che vincesse il “sì” al referendum. Ma il presidente catalano Carles Puigdemont ha già fatto sapere che andrà avanti. Come? Non è dato sapere in una situazione di sempre maggior incertezza e scontro istituzionale.

La legge sulla “transizione giuridica e la fondazione della Repubblica” dovrebbe entrare in vigore il 2 ottobre, se il fronte indipendentista vincerà il referendum di autodeterminazione, e delineare il quadro giuridico della transizione fino alla creazione del nuovo stato indipendente. Il tribunale costituzionale, su richiesta del governo spagnolo, ha già sospeso negli ultimi giorni altre quattro normative separatiste adottate dal Parlamento e dal Governo di Barcellona. Insomma Madrid ha deciso di fare terra bruciata.

La procura spagnola ha denunciato per disobbedienza, abuso di potere e presunta malversazione di denaro pubblico il presidente Puigdemont, i suoi ministri e la presidente del “Parlament” Carme Forcadell, che rischiano fino a sei anni di carcere. Il premier spagnolo Mariano Rajoy ha detto al Senato che «gli indipendentisti vogliono con il referendum liquidare 500 anni di storia» tra gli applausi dei rappresentanti del Partito popolare che gridavano «Viva la Spagna». È evidente che il premier Mariano Rajoy e il presidente catalano Carles Puigdemont si giocano in questo braccio di ferro il loro destino politico.

Interrogato dai cronisti su che cosa faranno i Mossos d’Esquadra, la polizia regionale che dipende dal governo catalano davanti all’ordine della procura, il portavoce del governo di Barcellona Jordi Turull si è limitato a rispondere che dopo gli attentati jihadisti del mese scorso a Barcellona «la priorità dei Mossos è la lotta contro il terrorismo».

Il presidente catalano Carles Puigdemont ha aggiunto che la polizia catalana deve «garantire la sicurezza della gente», e «non deve fare politica». Puigdemont ha anche sottolineato che «organizzare un referendum non è un reato».

Da segnalare il significativo restringimento dello spread tra Italia e Spagna sulla scadenza decennale. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale italiano e il pari scadenza spagnolo si è attestato ieri a 49 punti base, il livello più basso dallo scorso giugno. I titoli spagnoli hanno pagato le tensioni politiche interne legate al voto sull’indipendenza della Catalogna.

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