Mondo

I tre passi necessari per completare l’Unione monetaria

intervento

I tre passi necessari per completare l’Unione monetaria

(Afp)
(Afp)

C’è finalmente un consenso sulla necessità di completare l’Unione economica e monetaria (Uem). Per favorire una convergenza anche sulle misure da adottare, la Commissione europea ha pubblicato un Documento di riflessione sull’approfondimento dell’Uem(*) che considera opzioni e priorità per realizzare tre obiettivi: completare un’autentica Unione finanziaria; raggiungere un’Unione economica e di bilancio più integrata; rafforzare e responsabilizzare le istituzioni della zona dell’euro. Il Presidente della Commissione Juncker nel suo discorso sullo Stato dell’Unione ha annunciato entro Dicembre un ampio pacchetto di proposte specifiche.

Completare l’Unione bancaria
In primo luogo, un sistema finanziario integrato e ben funzionante - un’Unione finanziaria - è essenziale per assicurare la stabilità e l'efficacia dell’Uem. Le priorità per completare l’Unione bancaria sono un accordo su come fornire un supporto di bilancio al Fondo Unico di Risoluzione per rendere efficace il nuovo quadro europeo per la risoluzione delle crisi bancarie e l’istituzione del Sistema europeo di assicurazione dei depositi, che tuteli i depositi bancari nella stessa misura in tutta l’area dell’euro. Altri elementi da conseguire rapidamente sono: l’attuazione della strategia europea per ridurre i prestiti in sofferenza concordata lo scorso luglio; l’ulteriore sviluppo dell’Unione dei mercati dei capitali, per fornire a famiglie e imprese fonti di finanziamento più innovative, sostenibili e diversificate; un riesame delle autorità di vigilanza europee e progresso verso un’autorità europea unica di vigilanza dei mercati dei capitali.
Spostamenti improvvisi di capitali tra i mercati obbligazionari nazionali mettono a rischio la stabilità del sistema bancario europeo e la convergenza della zona euro. Per eliminare del tutto la “spirale infernale” tra banche e titoli sovrani nazionali è necessario creare, nel medio termine, un’attività sicura europea (safe asset) che diventi il perno dei mercati europei. Ciò faciliterebbe la conduzione e la trasmissione della politica monetaria e potrebbe migliorare gli incentivi per attuare politiche nazionali di bilancio credibili, a condizione che si preservi la capacità dei governi di emettere i propri titoli sul mercato a costi ragionevoli. Per realizzare il suo pieno potenziale, lo strumento dovrebbe essere di dimensioni e solidità sufficienti per diventare il titolo di riferimento nell’area euro, senza aver bisogno di garanzie comuni da parte degli Stati membri.

Promuovere la convergenza tra gli Stati membri
In secondo luogo, un’Unione economica e di bilancio dovrebbe essere raggiunta preservando le competenze nazionali, imperniandola su un processo volto a promuovere la convergenza, su una funzione centralizzata di stabilizzazione macroeconomica e, a termine, su regole europee di sorveglianza di bilancio semplificate, nel rispetto della norma fondamentale che richiede di “evitare errori rilevanti nelle politiche”, ed accompagnate sia da un migliore equilibrio nella governance dell’Uem che da una disciplina di mercato più efficace e senza rischi per la stabilità finanziaria.
La convergenza verso strutture economiche e sociali più resilienti negli Stati membri è essenziale per il successo dell’Uem nel lungo periodo. Vari strumenti dovrebbero essere meglio utilizzati: (i) rafforzare il coordinamento della politica economica nell’ambito del semestre europeo; (ii) rafforzare i legami tra riforme nazionali e i finanziamenti Ue; e (iii) sviluppare l’assistenza tecnica agli Stati membri. Politiche che impattano la resilienza economica — cioè la capacità di evitare o resistere agli shock, e di assorbirli e superarli — dovrebbero entrare a far parte degli standard di convergenza, e la conformità con esse essere un requisito per accedere alla funzione di stabilizzazione macroeconomica.

Un bilancio dell’eurozona
Una capacità di bilancio centrale dell’area dell’euro contribuirebbe a migliorare la stabilizzazione macroeconomica nel caso di shock di grande portata. È importante che essa sia creata all’interno del quadro legale comunitario, riduca l’azzardo morale, eviti trasferimenti permanenti e duplicazione di funzioni, e che si applichi condizionalità nell’accesso. Varie opzioni complementari possono essere considerate: un sistema europeo di protezione degli investimenti in caso di recessione; un regime europeo di riassicurazione dei sistemi nazionali di previdenza sociale che erogano sussidi di disoccupazione, che richiede una certa convergenza nel mercato del lavoro; un fondo per i “periodi di crisi”. Per potenziarne gli effetti, la funzione dovrebbe essere dotata della capacità di assumere prestiti, da accompagnare con limiti prestabiliti e regole sul risparmio e l’indebitamento.

Una governance efficace
In terzo luogo, se si vuole rendere l’Uem più forte, il suo assetto istituzionale deve evolvere. Gli Stati membri devono accettare una maggiore condivisione delle responsabilità e delle decisioni su questioni relative alla zona euro. Il Parlamento europeo e quelli nazionali devono essere dotati di maggiori poteri di controllo. L’ulteriore integrazione politica dovrebbe comportare un ripensamento del funzionamento dell’Eurogruppo e giustifica la nomina di un suo presidente a tempo pieno, unificandolo con la funzione di membro della Commissione responsabile dell’Uem. Si dovrebbero raggruppare varie competenze e funzioni in un Tesoro europeo, nel quadro istituzionale dell’Ue, che integri un'evoluzione del Meccanismo europeo di stabilità al fine di dare alla zona euro una maggiore autonomia da altre istituzioni internazionali.
Il Presidente della Commissione Juncker ha delineato una precisa Roadmap per un’Unione più unita, più forte e più democratica, da decidere rapidamente e da implementare da qui al 2025, che include gli elementi sopra elencati. Si sta aprendo in questi giorni uno spiraglio di pochi mesi per raggiungere un consenso sulle misure da adottare. È un’occasione che non si deve perdere.

(*) Un nostro articolo (http://VoxEu.org/article/completing-emu) ne spiega più in dettaglio gli aspetti principali

(Gli autori sono rispettivamente direttore generale e capo unità della Dg Ecfin della Commissione europea)

© Riproduzione riservata