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La Corea del Nord lancia un altro missile sopra il Giappone

Traiettoria più lunga, Guam nel mirino

La Corea del Nord lancia un altro missile sopra il Giappone

La risposta pratica alle nuove sanzioni internazionali è arrivata meno di 4 giorni dopo la decisione unanime del Consiglio di sicurezza dell'Onu ed è una risposta bellicosa.

Il leader nordcoreano Kim Jong Un ha ordinato il lancio di un missile sopra il Giappone, che intorno alla mezzanotte - ora europea - ha percorso 3.700 chilometri in 19 minuti a una altitudine massima di 770 chilometri: una traiettoria più lunga del missile sparato il 29 agosto scorso, a dimostrazione che, se avesse voluto, Kim avrebbe potuto colpire l’isola fortificata americana di Guam nel Pacifico.

Gli abitanti dell'Hokkaido e del Giappone settentrionale, per la seconda volta in poco più di due settimane, sono stati svegliati intorno alle 7 del mattino dalle sirene di allarme e da messaggini telefonici che li avvertivano di mettersi al sicuro.

Non c’è stato panico, ma certo buona parte dell'opinione pubblica è stata scossa anche dalle più gravi minacce verbali mai effettuate dalla Corea del Nord: ieri sui media di Pyongyang c’era scritto che le armi nucleari nordcoreane sono pronte ad affondare le quattro isole dell’arcipelago giapponese in quanto la Corea del Nord non ritiene più necessario avere il Giappone come Paese vicino.

Iperboli, certo, ma alle parole è seguito il missile di questa mattina – considerato, secondo le prime rilevazioni, di tipo intermedio - sopra lo spazio aereo nipponico.
Immediata – come era avvenuto dopo il test nucleare del 3 settembre - la condanna da parte di Giappone, Stati Uniti e Corea del Sud, la quale ha subito effettuato in mattinata un suo test missilistico a corto raggio come monito a Pyongyang.

Il segretario di stato americano Rex Tillerson ha lanciato un appello a tutte le nazioni perchè introducano nuove misure punitive e ha sottolineato che «Cina e Russia devono segnalare la loro intolleranza per questi lanci missilistici sconsiderati, prendendo in proprio misure dirette».

Il premier giapponese Shinzo Abe ha dichiarato che «la comunità internazionale deve unirsi e inviare un messaggio chiaro alla Corea del Nord, che sta minacciando la pace mondiale con i suoi atti».

La reazione delle Borse in Asia è stata comunque calma, perchè i pericoli di guerra non appaiono imminenti: proprio ieri il presidente Donald Trump ha annunciato un viaggio ai primi di novembre in Giappone, Corea del Sud e Cina. Ed è in quella occasione che farà il punto.

La Borsa di Tokyo ha aperto in frazionale rialzo e quella di Seul in frazionale ribasso. Lo yen si è però leggermente apprezzato tornando sotto quota 110 nei confronti del dollaro.
Oggi si terrà una nuova riunione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu.

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